Rassegna storica del Risorgimento
DEMOCRATICI ITALIA 1872-1878; REPUBBLICANI ITALIA 1872-1878
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1987
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Fabio S tassi
pensiero, non così lo sembravano nel temperamento e, tra il 73 ed il 74, arrischierarmo timidi approcci. I rapporti restano, comunque, avvolti da un insormontabile velo di ambiguità. Soltanto dopo gli arresti di Villa Ruffi, presso Rimini, nella quale erano convenuti, il 2 agosto 1874, ventotto dirigenti repubblicani, tra cui Saffi, ufficialmente per concertare la condotta da mantenere nell'eventualità delle elezioni generali, avrà fine ogni disegno di ipotetiche e momentanee collaborazioni, e cadrà, irrevocabilmente e per tutti, l'illusione di ricomporre i contrasti. All'accusa di connivenza con l'Internazionale e di cooperazione all'allestimento dello squinternato moto anarchico dei bolognesi Prati di Caprara, i repubblicani reagirono con insolita determinazione, seppure una sequela di coincidenze, la corrispondenza delle date, l'identità del luogo nella regione emiliana, il non documentato ma sospetto ruolo svolto dall'interlocutore Eugenio Valzania, lasciano molti dubbi sulla trasparenza delle loro intenzioni.32* Attraverso un veemente opuscolo di Saffi, La Consociazione Romagnola e gli arresti di Villa Ruffi , che raccoglie le lettere scritte ad Alberto Mario durante e dopo l'avvilente esperienza della reclusione, il repubblicanesimo cercherà di recuperare quella credibilità momentaneamente compromessa. I repubblicani, stanchi di essere mischiati nella genericità delle repressioni con altri gruppi periferici, nella furia di scagionarsi, allargarono, questa volta irreparabilmente, il fossato che già li divideva dall'Associazione dei lavoratori. A questa, colpita gravemente dalla vigile sollecitudine della Destra ed isolata, non- restò che riversarsi, nella fase del suo declino, nelle prime organizzazioni socialiste. Villa Ruffi è, dunque, il bivio dove si scioglie definitivamente un grande equivoco, che ancora perdurava nella cocciuta fantasia di qualche fiducioso democratico. Tramontata l'improbabile prospettiva unitaria a sinistra, appariva desauto-rata e priva di presa anche l'idea conciliativa tra le altre forze della democrazia. Il primo patto di Roma, votato nel novembre del 1872 da un congresso con mire di investitura generale, riunitosi al Teatro Argentina sotto gli auspici di Garibaldi,33) rappresenta più che una base programmatica comune la magna charta del radicalismo italiano, identificato nei repubblicani alla Bertani e nel quale confluisce, in larga parte, l'insieme dei garibaldini.345 Senza pregiudiziali prestabilite ed irrevocabili, la democrazia radicale seguirà, d'ora in poi, un vasto tracciato di riforme attraverso una visione avanzata di lotta parlamentare.
La propaganda sociale mazziniana continuava, intanto, quel piano di rafforzamento affidato all'azione del Patto di Fratellanza. La tredicesima riunione delle Società Affratellate esprimeva nelle cifre i progressi conseguiti
32) Sulla vicenda il parere degli storici è discordante: Aldo Berselli sostiene la totale estraneità della maggior parte degli astanti ai preparativi di un accordo con gli internazionalisti. Di tutt'altro avviso era stato Nello Rosselli. Cfr. ALDO BERSELLI, Gli arresti di Villa Ruffi. Contributo alla storia del mazzinianesimo, Milano, Intelisano, 1956 e N. ROSSELLI, Saggi cit., pp. 294-295.
33) Vedere il giudizio di ALESSANDRO GALANTE GARRONE, I radicali in Italia {1849-1925), I Garzanti Argomenti , 1 ed., Milano, Garzanti, 1978, pp. 126 sgg.
34) Sulla distinzione netta tra le varie componenti della democrazia apportata dal congresso di Roma sempre valido l'ormai classico schema di N. ROSSELLI, Saggi cit., pp. 293-294.