Rassegna storica del Risorgimento
DEMOCRATICI ITALIA 1872-1878; REPUBBLICANI ITALIA 1872-1878
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1987
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177
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La democrazia repubblicana (1872-1878) 177
discussioni; era pur sempre parte della vecchia democrazia risorgimentale che saliva al governo, l'altra faccia della borghesia che accedeva alla supremazia politica. Nell'area dei repubblicani non si andò, comunque, oltre ad una silenziosa e provvisoria astensione dall'esprimere giudizi. Il mazziniane-simo ortodosso si dichiarò per primo incredulo che potessero avvenire rinnovamenti sostanziali all'interno delle istituzioni e perseguì, conformemente, una linea di inflessibile dissenso. Alberto Mario ed altri repubblicani attesero, invece, di saggiare il polso della Sinistra e di sapere fin dove le promesse di Stradella fossero alimentate dalla sincera volontà di mantenerle. Ma non passò un anno che il primo ministero Depretis si dimostrò una palese delusione per chi attendeva altre e ben più decise riforme. Una dopo l'altra furono rese inoffensive le estremità dei programmi pre-elettorali; l'attributo laica, ad esempio, nei discorsi alla Camera non condivise più, insieme agli altri due aggettivi popolare ed obbligatoria, il trinomio richiesto alla destra di scuola.38) Ma non è tanto l'assai relativa disillusione che ci interessa, perché nessun ottimismo utopistico, e tale da giustificare successivamente il senso di una cocente defraudazione, aveva salutato il 18 marzo, quanto gli effetti collaterali che la novità determinò fuori dal parlamento. La cuginanza di terzo grado che univa i repubblicani con gli uomini della Sinistra, questo legame di più stretta parentela ideale, coinvolse più da vicino le avanguardie democratiche all'operato dei vari Depretis e Cairoli. Quasi una disposizione affettiva, un vincolo di sangue, spinse anche chi aveva intrapreso opposte direzioni ad intervenire, a dire la sua, a suggerire progetti, con l'autorità di un saggio ma inascoltato familiare. Lo stesso ceppo d'origine, che risaliva alla trascorsa epica dell'unità, estese, in qualche modo, la responsabilità delle azioni del governo a tutta la democrazia; non si potè più conservare intatto quel muro di estraneità che separava quest'ultima dalle faccende interne della monarchia. La Sinistra era una breccia, un valico, un pontile: -riapriva un dialogo interrotto, concretizzava quesiti, opinioni ed avvertenze, sollecitava spinte. È questa ritrovata partecipazione dei repubblicani alla vita politica, che riprende lentamente, questa più accostata attenzione alle battaglie parlamentari, la conseguenza più importante, per la nostra indagine, dell'avvicendamento governativo. Dopo qualche inverno di letargo, la democrazia repubblicana rompeva, in parte, il suo isolamento e veniva attratta, da una forza centripeta, ad una forma di opposizione più diretta e presente. La situazione si distingue, quindi, dopo il 1876, ed ancora per tre o quattro anni, per un maggiore dinamismo e si arricchisce di temi inediti. Questo inconsueto, e talvolta elettrico, impulso all'edificazione di un'Italia diversa si raffredderà al fallire delle avanzate aperture del primo gabinetto Cairoli, esaurendosi di ironte alla paludosa pratica del trasformismo. Un trasparente calo di interesse dell'apostolato operaio è uno dei più rilevanti effetti di questa nuova atmosfera. Attenuato il vigore espansivo dell'inizio del decennio, l'associazionismo mazziniano declina rapidamente, sospinto da deliberazioni troppo rigide e impopolari ad una progressiva inazione; lo dimostra il lungo intervallo che separerà il XIV Congresso delle Società Operaie, l'ultimo che si instrada sulla scia propulsiva del Patto di
38) /vi, pp. 151-154. Alberto Mario sottolinea polemicamente l'esclusione del termine laica dalla prospettata riforma della scuola.