Rassegna storica del Risorgimento

DEMOCRATICI ITALIA 1872-1878; REPUBBLICANI ITALIA 1872-1878
anno <1987>   pagina <183>
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La democrazia repubblicana (1872-1878)
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Seguendo una brillante intuizione dello stesso Macchia, la gnoseologia di Mazzini antepone l'imperativo etico all'azione, la morale alla scienza;53) la mentalità positivistica, legata, invece, all'empiricità della conoscenza, è, quindi, assai lontana dal mazzinianesimo. La polemica continuerà inestinguibile tra il gruppo di Roma ed i fuoriusciti milanesi. Ma entrambe le foci repubbli­cane, in ultimo, difenderanno strenuamente l'insegnamento e l'esempio umano di Mazzini, proprio mentre le sue dottrine si screpolavano. Come soprawiverà il principio di nazionalità nella più recente filiazione democratica dei Colajan-ni, Ghisleri, Pantano e Bovio, detratte le concessioni a Tunisi e al sogno mediterràneo di remota ascendenza, così persisterà indomabile l'odio per l'Austria, l'indimenticabile antagonista del Risorgimento, in contrasto con la tradizione moderata e con le tendenze contemporanee che denunciavano indulgenti seduzioni per il modello tedesco e già preludevano alla Triplice Alleanza. In anni in cui si decolorava un intero modo di sentire, l'Ottocento volgeva alla fine, esaurendo invecchiati stati d'animo e suscitandone altri.
Il 24 marzo 1878 sopravveniva al secondo gabinetto Depretis, ed alla dilazionatoria e inappagante pratica politica svolta dalla Sinistra nei due anni intercorsi dall'avvicendamento parlamentare, il primo ministero Cairoli, che durò in carica fino al dicembre dello stesso anno. Si ergeva su delusioni tanto spesse da essere percepibili al tatto. Il sentimento della speranza tradita, che, nonostante le eroiche conquiste degli ultimi decenni, tingeva d'amarezza gli animi dei repubblicani per quel qualcosa in più mai ottenuto, dal sacrificio istituzionale alle recenti e ripetute compromissioni della nazione, che aveva impedito di sommare il dolce sapore dell'euforia alla prodigalità degli sforzi, di completare la storia, si ripercuoteva ora sulla tirannia del tempo, essendo ormai manifesto che le tergiversazioni della Sinistra allon­tanavano la meta finale, invece di avvicinarla. Ciò rinnovava l'impressione di essere stati defraudati dalla monarchia negli affetti, negli anni e nelle allegrie, e inviscerava un certo disgusto per le metamorfosi crispine e depre-tisiane. Ma Cairoli era ancora il primo e l'ultimo di cinque fratelli che avevano dedicato la vita all'Italia, e godeva di una stima personale non intaccata né svilita dai suoi approdi statutari. Al suo nome era lecito affidare gli scampoli estremi di fantasie già pesantemente ridimensionate. L'aver afferrato l'occasione nella sua drammatica condizione di bivio e nella spie­tata unicità del suo porsi accrebbe l'attenzione di tutta la democrazia intorno all'avvenimento. Se ai repubblicani intransigenti parve una scommessa persa in anticipo, Alberto Mario e gli evoluzionisti lombardi diedero, al contrario, il loro prudente appoggio. I radicali e gli altri settori dell'Estrema votarono la fiducia, e Bertani scrisse un opuscolo dal titolo significativo: L'Italia aspetta. La particolare contingenza evocava, dunque, trepidanze e fermenti; un moto di raccolta curiosità seguiva fin dove Cairoli potesse arrestare o, addirittura, invertire la tendenza involutiva inaugurata da Depretis. Ma la direzione intrapresa dalla Sinistra fu interrotta soltanto temporaneamente; il 1878 ne segnò una sospensione, una breve pausa ricca di auspici, ma alla
3) Ivi, pp. 15 sgg. Il ricondurre ad un principio etico la soluzione del problema gnoseologico è giustificato da riflessioni dello stesso Mazzini, riportate da Macchia: La Scienza non è né può essere mai criterio supremo di certezza , oppure Un solo criterio esiste per noi, la Morale.