Rassegna storica del Risorgimento

DEMOCRATICI ITALIA 1872-1878; REPUBBLICANI ITALIA 1872-1878
anno <1987>   pagina <184>
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Fabio Stossi
fine soccombente. Giuseppe Zanardeili, ministro dell'interno, affiancò Cairoli nella zelante sollecitudine di garantire al paese il rispetto delle libertà concesse dallo Statuto e di interpretarle nella loro più ampia e leale acce­zione, s" Tramite i princìpi di libertà nella legge e del reprimere, non prevenire , contrapposto al restrittivo prevenire per non reprimere , si intese tutelare l'individuo nella pienezza dei suoi diritti, finché, naturalmente, la sua condotta non costituisse reato. Non si trattava di discutere se fosse meglio prevenire il delitto, quanto di evitare, con l'alibi pretestuoso della precauzione, eventuali abusi di potere e indiscriminate limitazioni. Per questa inflessibile difesa delle prerogative del cittadino, il ministero Cairoli-Zanar-delli costituì la più progredita applicazione del liberalismo italiano nel secondo Ottocento. Ma agli oppositori del governo tale tolleranza sembrò sintomo di debolezza e la stampa moderata ne approfittò per attaccarlo ogni qual volta se ne presentasse l'opportunità. La stampa repubblicana, invece, e le associaioni democratiche beneficiarono del maggiore spazio di manovra a loro accordato, seppure con guardinga cautela. Gli accenni di ripresa del movimento repubblicano incontrarono, quindi, nel 1878, una volontà politica che non ne ostacolò l'andamento, facilitandone, anzi, un orbitare più costrut­tivo intorno ai quesiti del paese. La Rivista Repubblicana operò, infatti, da pungolo nei confronti del governo,55* intravedendone gli argini, ma soste­nendone lo sforzo riformistico. Così Alberto Mario motivò, alla fine dell'anno, il suo atteggiamento:
Ho appoggiato il gabinetto Cairoli per la stessa ragione onde l'appoggiano gli Italiani nella maggior parte, ed è non tanto perché sinceramente liberale, quanto per l'eccellenza morale degli uomini che lo compongono.56)
La reverenza nella qualità morale del ministero riponeva una singolare fiducia nell'onestà delle sue intenzioni, ma la conferma del credito dipendeva unicamente dal compimento delle grandi riforme, in particolare dall'aboli­zione della tassa sul macinato e dall'introduzione del Suffragio Universale. L'interpretazione evoluzionistica dava, inoltre, alla riuscita di Cairoli una speciale valenza, quasi di prova della verosimiglianza di un transito pacifico alla repubblica. Critico della linea possibilista dei repubblicani lombardi, il Dovere serbava, all'opposto, una rigida chiusura. Per gli intransigenti romani Cairoli è un altro trucco della monarchia per perpetuare il sistema
54) Ma il ministero, seppure composto da un nucleo progressista, reclutato, soprattutto, nella Sinistra settentrionale, aveva una interna ragione di freno per il carattere ibrido di alcuni dicasteri arridati ad uomini benaccetti al re e alla Destra. Cfr. GIORGIO CANDELORO, Storia dell'Italia Moderna. VI. Lo sviluppo del capitalismo e del movimento operaio 1871-1896, Universale Economica ..i prima ed., Milano, Feltrinelli, 1978, p. 132.
55) Cfr. SOFIA GALLO, // Primo Governo Cairoli e i repubblicani milanesi attraverso le pagine di Alberto Mario sulla Rivista Repubblicana , in Archivio Trimestrale, n, 4, a. I, 1975, pp. 389-398.
5Q La scapigliatura democratica. Carteggi di Arcangelo Ghisleri: 1875-1890, a cura di Pier Carlo Masini, Milano, Feltrinelli, 1961, p. 155. (Lettera di Alberto Mario ad Arcangelo Ghisleri, 14 dicembre 1878.)