Rassegna storica del Risorgimento
MONETA ERNESTO TEODORO; SOCIALISMO ITALIA 1897-1902
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1987
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190 Luca de Caprariis
contestazione e di protesta tanto clamorosi e teatrali quanto inutili. In questo quadro vanno visti i pochi dati della relazione che riguardano la politica estera, che poi si riducono ad un solo, il numero delle interrogazioni presentate al Ministro degli esteri; una sola su centoventicinque complessivamente esaurite. E il Ministero degli Esteri non compare fra quelli ai cui bilanci i deputati socialisti avevano dedicato una particolare attenzione . Ha scritto Gaetano Arfé che motivi ideali avevano avuto la piena prevalenza nel determinare le posizioni del partito verso governi e popoli stranieri;7) possiamo aggiungere che se parte di questi erano di eredità risorgimentale e comuni a tutta la sinistra democratica, altri apparivano nuovi, emersi dal progressivo formarsi di una coscienza internazionale socialista, dal contatto con i partiti socialisti di altri paesi, dai congressi dell'Internazionale. Sarà nell'incontrarsi di tutti questi atteggiamenti, assai diversi tra loro, la ragione principale della difficoltà per il partito di darsi un preciso indirizzo di politica estera, che ne condizionerà pesantemente la possibilità di influenza anche nelle sedi istituzionali, sia pure ristretta quanto si vuole, per tutto quello cui ho sopra accennato. La mancanza di indirizzo si rifletteva poi in questioni che coinvolgevano il partito tutto, tanto più direttamente di quanto non facessero le discussioni sulla Triplice o sull'azione diplomatica dei nostri Governi, ma che con queste ultime* erano in fondo indissolubilmente legate, come il problema militare, quello coloniale o quello della emigrazione.
Giolitti, presentando alla Camera dei Deputati il 12 giugno 1906 il suo terzo governo, dedicava poche frasi alla linea che il gabinetto avrebbe seguito in politica estera: per poter camminare sulla via del progresso il paese aveva bisogno di ordine e di una solida situazione finanziaria al suo interno, e di pace all'estero. Quest'ultima aveva detto fortunatamente ci è assicurata dalle alleanze alle quali saremo fermamente fedeli, e dalla cordiale amicizia che ci lega a tutte le potenze, in modo speciale a quelle con le quali sono più frequenti e tradizionali i nostri rapporti-.8) L'elemento centrale del nostro sistema di relazioni internazionali restava la Triplice
7) G. ARFÉ, Storia dell'Avariti!, Roma, 1956, p. 80.
Atti Parlamentari, Camera, Leg. XXII, Sessione 1904-06, Discussioni, voi. VII, p. 8331, seduta del 12 giugno 1906. Il Governo non avrà la Gducia dell'estrema sinistra, e l'accoglienza della stampa, anche liberale, fu tutt'altro che favorevole. Cfr. A. AQUÀRONE, L'Italia giolittiana (1896-1915), I, Bologna, 1981, pp. 285-288. La motivazione del voto contrario è espressa da Chiesa per i repubblicani e da E. Ferri per i socialisti. Fra le ragioni che li spingono all'opposizione non e da trascurare la presenza nel Governo di tre ministri clericaleggi an ti . Ricordando Mario Malvezzi, ministro clericaleggi ante per l'Agricoltura nel breve secondo ministero Fortìs, Ferri prosegue così: Ebbene l'on. Malvezzi, malgrado la sapienza dei proverbi, è stato allora una rondinella che ha fatto primavera, perché di fronte al solo Malvezzi [...] abbiamo oggi nell'attuale Ministero gli onorevoli Fusinato, Giani ureo e Tittoni che hanno nell'arcobaleno politico le medesime iridescenze che aveva l'on. Malvezzi. È forse questo il solo vero e sincero progresso segnato dal Ministero Giolitti . V, Atti Parlamentari, cit., pp. 8654-8655. fi Interessante come durante la campagna contro Tittoni dopo l'annessione della Bosnia ritornino nella stampa socialista questi temi di cui abbiamo un'anticipazione in occasione della sua quarta chiamata alla Consulta: i pericoli del clericalismo, dell'Intemazionale nera, che riesce ad allargare i suoi tentacoli ftno al Ministero degli esteri, e la reale preoccupazione nell'opinione democratica.