Rassegna storica del Risorgimento

MONETA ERNESTO TEODORO; SOCIALISMO ITALIA 1897-1902
anno <1987>   pagina <191>
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/ socialisti e la politica estera 191
Alleanza, che ci univa dal maggio 1882 all'Austria ed alla Germania. Questa era stata integrata da rapporti cordiali con la Francia, ripresi a iniziare col colpo di timone impresso da Di Rudiiù e poi da Visconti Venosta alla nostra politica estera, dopo quasi un ventennio di tensione che risaliva all'occupazione francese della Tunisia nel 1881. La tradizionale amicizia con l'Inghilterra ed il raggiungimento di rapporti di intesa con l'Impero russo erano gli altri punti fermi della nostra azione diplomatica.
L'estrema sinistra era stata sin dall'inizio ostile all'alleanza con l'Austria e la Germania di Bismarck. Il legame con la Francia repubblicana, con tutto quello che idealmente rappresentava al di là di quelle che potevano essere le prese di posizione anche non favorevoli all'Italia di un suo Gover­no la rivendicazione delle terre irredente, l'anticlericalismo, avevano portato quasi subito radicali e repubblicani ad essere decisi oppositori della politica triplicista.9)
Ancora prima della fondazione del partito, le prime organizzazioni socialiste si erano opposte, accanto a repubblicani e radicali, ai primi passi della politica di espansione in Africa. Nelle discussioni seguite alla Camera dei Deputati allo sbarco nel febbraio 1885 a Massaua, era intervenuto anche Andrea Costa, il primo deputato socialista. L'Italia che lavora, l'Italia che produce, oso dire l'Italia vera, non vuol politica coloniale , aveva detto il deputato socialista; quello di cui il paese aveva invece realmente bisogno era di risolvere i suoi problemi interni, primo fra tutti la questione sociale. 10> Ma è interessante anche sottolineare un altro passo di questo discorso; si era parlato in Parlamento lo aveva fatto il Ministro della guerra della necessità di smentire l'immagine degli italiani come popolo incapace di combattere.-111 Costa aveva replicato che questo non poteva essere detto,
9) Sulla posizione dei radicali alla firma della Triplice, A. GALANTE GARRONE, I radi­cali in Italia, Milano, 1973, pp. 208-210. Per un quadro dei legami culturali e politici della sinistra democratica con la Francia, ivi, pp. 223-226. E. RAGIONIERI nell'introduzione al suo stadio Social-democrazia tedesca e socialisti italiani, 1875-95, Milano, 1976, illustrando il sentimento di simpatia per la Germania, diffuso dopo il 1870 in quasi ogni settore dei movimenti politici Italiani, poneva però un'eccezione per i radicali ed i gruppi della democrazia borghese, nettamente francofili per le loro stesse origini e per le marcate simpatie massoniche.
10) Atti Parlamentari, Camera, Log. XV, Sessione 1885, Discussioni, p. 13480, seduta del 7 maggio 1885.
- ) Le questioni del prestìgio militare, della frustrazione per le sconfitte che si erano susseguite, Novara, Custoza, Lissa e poi Adua, hanno avuto in Italia, prima della Grande Guerra un peso forse maggiore di quanto si possa immaginare. Ha scritto Arturo Carlo Jemolo: Comprendo che i giovani di oggi, nati, in questa Italia cui la seconda guerra, il venir meno dovunque delle colonie, il primato dell'economia hanno accanto a mali, recato il beneficio di non essere più sensibili alle questioni di prestigio militare, non possano rendersi conto di uno stato d'animo che si protrasse molto a lungo [...] E quel bruciore per gli insuccessi militari non aveva nulla che lo compensasse. Le delusioni su questo terreno del prestìgio militare, ohe per 1 popoli è il punto delicato, l'equivalente della sessualità quello su cui gli uomini possono subire le mortificazioni più profonde non trovano altrove ragioni di conforto. Cfr. A.C. JEMOLO, Crlspl, Firenze, 1970, pp. xxv-xxvi. La citazione di questo passo di Jemolo iti A. AQUARONB, Alla ricerca dell'Italia liberale, Napoli, 1972. a p. 325 del saggio che dà il titolo alla raccolta. .