Rassegna storica del Risorgimento
MONETA ERNESTO TEODORO; SOCIALISMO ITALIA 1897-1902
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Luca de Caprariis
nella campagna elettorale, il segretario dell'Ufficio esecutivo del PSI, Carlo dell'Avalle, esprimeva una certa perplessità sulla partecipazione del partito alle manifestazioni dell'estrema in favore della Grecia. Certamente la simpatia per la causa greca era da lui pienamente condivisa, ma egli temeva che questa si spingesse troppo in avanti, e si trattava di un grave e complesso caso; che potrebbe comunque si decida trovare ostacoli, opposizioni interne nel partito nell'atto dell'esecuzione, mettendo in pericolo la nostra disciplina .2I)
Purtuttavia la questione di Candia consente a Bi ssolati, come abbiamo detto, di tracciare un primo quadro di quella che dovrebbe essere la linea di condotta del proletariato negli avvenimenti di politica internazionale. Appaiono per la prima volta quelli che saranno i temi più sentiti e discussi dai socialisti negli anni successivi; la condanna della guerra latente o palese, che è la condizione ordinaria della borghesia, e del rrùlitarismo, il pacifismo o il pericolo che rappresenta la Russia zarista per il proletariato europeo.22) Ma quello che è più interessante è l'analisi che Bissolati fa della questione d'Oriente . I socialisti di ogni paese dovrebbero essere a fianco dei popoli che rivendicano la loro indipendenza e la libertà; in Italia poi questa politica dovrebbe essere seguita anche dalla classe dominante. La classe dirigente italiana, la borghesia italiana, avrebbe avuto tutto da guadagnare e nulla da perdere dallo sviluppo delle nazionalità nei Balcani. Una ferma presa di posizione in questo senso sarebbe servita certamente a preparare nel Mediterraneo uno stato di cose favorevole allo sviluppo della influenza italiana e conforme alle esigenze della civiltà . W Nella argomentazione di Bissolati restava tuttavia poco chiaro come una volta ammessa la possibilità di uno sviluppo dell'influenza italiana nel Mediterraneo, in quali forme e in quali zone geografiche questo si dovesse poi praticamente attuare.
Questo stesso problema viene toccato da Antonio Labriola nel corso di una manifestazione di sostegno alla causa greca.24) Labriola è qui molto chiaro: nei possedimenti turchi in Europa esistono o sono in formazione degli Stati nazionali, e a questi è interesse italiano.portare il massimo aiuto. Nei territori asiatici dell'Impero, invece, fatta eccezione per gli Armeni, non v'è popoli che sìan capaci di vera e propria autonomia politica ;
quasi tutti gli altri, in ispecie in quelli del mezzogiorno. Sulle elezioni del 1897, M. BELAR-DINELLI, Un esperimento liberal-conservatore: i govèrni Di Rudiriì [1896-1898), Roma, 1976, in cui alle pp. 147-170 vengono esaminati nel dettaglio i risultati di queste elezioni, risultati che non sono inseriti in Ministero dell'Interno, Compendio dei risultati delle elezioni poli-tichù dal 1848 al 1954, Roma, 1963.
21) Biblioteca Comunale di Imola, Carte Costa, n. 2009. La citazione di questa lettera in M. BELARDlNEM.1, op, ciU, appendice.
22) Quel che vogliamo, in Avantil, 26 febbraio 1897.
) Ibidem.
24) La manifestazione sì tenne a Roma il 21 febbraio 1897. Oltre a Labriola presero la parola Bissolati, Salvatore Maràl ai, repubblicano e Ettore Socci, un vecchio mazziniano. Il discorso, pubblicato interamente su // Mattino del 23 febbraio 1897, è stato ristampato in A. LABRIOLA, Scritti-politici, Bari, 1970, pp. 431-434,*a cura di Valentino'Gerratana. -