Rassegna storica del Risorgimento
MONETA ERNESTO TEODORO; SOCIALISMO ITALIA 1897-1902
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/ socialisti e la politica estera
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ed era lì che si sarebbe esercitata la massima influenza del capitale, del commercio e dell'industria europea. In questa gara conquistatrice , come la definisce il filosofo napoletano, legittimata dalla mancanza di nazionalità vitali, la parte che tocca all'Italia è indicata da tutte le ragioni dell'opportunità e della difesa: intendo dire di ciò che alla Turchia rimane in Africa, ossia la Tripolitania . Ed è chiaro il compito che in questa prospettiva spetta ai socialisti; non devono brontolare , ma mettere il piede sulla terra ferma della politica , perché noi abbiamo bisogno di terreno coloniale e la Tripolitania è a ciò indicatissima . I socialisti devono pensare ai proletari che ogni anno emigrano dall'Italia senza indirizzo e senza difese e soprattutto devono ricordare che non ci può essere progresso nel proletariato là dove la borghesia è incapace di progredire . Labriola individuava la necessità di una politica di espansione, intimamente connessa con il problema della eccedenza della popolazione e della crescita commerciale ed industriale, che poteva trovare una sua direzione nel bacino orientale del Mediterraneo; era l'occasione per riprendere nuovamente posto nella storia ora che la Turchia si sfascia e l'oceano ci si è fatto più vicino per la linea del Canale di Suez .
In uno studio molto stimolante, Giuseppe Are ha tracciato un quadro della scoperta dell'imperialismo nella cultura italiana tra gli ultimi anni dell'Ottocento e i primi del nuovo secolo,27) mettendo in rilievo come in quel periodo vengano a maturare tutte le condizioni, interne ed esterne che determineranno i primi passi dell'Italia nel mondo dei contrasti interimperialistici. Tra queste non ultime sono le revisioni culturali: svaniscono una serie di certezze, patrimonio comune della classe dirigente liberale come dell'opposizione democratica.
L'indirizzo di espansione imposto alla politica estera italiana dallo straripare della popolazione oltre i confini , era rimasto fino ad allora legato strettamente al modello liberista di spontanea espansione di una civiltà nazionale, senza nessuna intromissione dell'apparato dello Stato. Ma ora che
2SJ A. LABRIOLA, op. cit., p. 433. Labriola aveva seguito in maniera critica l'atteggiamento socialista anche durante la prima guerra d'Africa. In una lettera a Kautsky nei primi mesi dopo la caduta di Crispi, in cui tornava sconsolatamente sulla condizione del socialismo in Italia, scriveva: i commenti improvvisati da un'ora all'altra sono ispirati al solito cinismo dei successori di Bakunin, per i quali tutto è lo stesso: lo Czar di Russia e il Ministro Di Rudinì, Re Umberto e Mcnelik, la borghesia francese e il governo turco. Pensate, egregia signora, che i socialisti italiani non hanno saputo combattere la politica africana che col grido: viva Mcnelik (era proprio il titolo di un articolo della Crìtica)... . Amsterdam, Istituto internazionale di storia sociale [IISG], Archivio Kautsky, D XIV, 417, lettera del 6 giugno 1898.
26) A. LABRIOLA, op. cit, p. 434. Labriola nota anche come la Triplice alleanza non sia per l'Italia uno strumento sicuro, quando si tratti di problemi africani o delle cose d'Oriente: la Trìplice alleanza che in Africa non ci salvò dalle insìdie russe e francesi, nulla di decisivo può consigliarci o imporci nelle cose d'Oriente. La Germania è troppo lontana dal Mediterraneo; né sarà certo una colpa per noi di fronte a lei, 11 trovarci noi Appunto nei mezzo del Mediterraneo, o di dover scegliere in questo le sorti nostre . hi. p. 432.
271 G. ARE, La scoperta dell'imperialismo. Il dibattito nella cultura italiana del primo novecento, Roma. 1985, p. 130.