Rassegna storica del Risorgimento

MONETA ERNESTO TEODORO; SOCIALISMO ITALIA 1897-1902
anno <1987>   pagina <200>
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Luca de Caprariis
Le vicende legale all'espansione imperialistica delle grandi potenze alla fine del secolo erano state seguite, per i lettori della stampa socialista, con speciale attenzione da una serie di articoli di Olindo Malagodi, che erano apparsi negli ultimi tre anni del Novecento sulla Critica Sociale. Malagodi, che dal 1895 viveva a Londra, dove lavorava come corrispondente, per il Secolo in un primo momento, e poi per La Tribuna, dal 1897 aveva ripreso a collaborare anche alla rivista socialista. Dopo un saggio monografico sulla politica britannica in India, uscito sulla Critica nell'ottobre di quel­l'anno,41* un suo articolo aveva annunciato e presentato una nuova rubrica, la Rivista internazionale , che sarebbe su quelle stesse pagine comparsa fino al maggio 1898.42' D'intesa con Turati, Malagodi si proponeva di presen­tare, in una rapida rivista, di numero in numero, ai lettori un quadro della vita, o, come dicono i giornali quotidiani della situazione internazionale: di seguire insomma, il meglio che si può di fronte ai fatti improvvisi ancora frammentari ed incerti del momento, le correnti sempre più complesse ed intricate della storia in cui viviamo . 43>
Nello stesso articolo Malagodi aveva scritto che quel che più aveva colpito la sua osservazione nelle esperienze della vita britannica era stato il constatare con quanta attenzione in quel paese venissero seguiti gli avve­nimenti internazionali; un'attenzione che, pur facendo le necessarie propor­zioni tra l'importanza effettiva sulla scena mondiale dei due paesi, contra­stava immediatamente con la profonda indifferenza, la nessuna curiosità che provocavano in Italia. La constatazione di una diffusa immobilità sonnolenta , una malattia questa pericolosa, soprattutto per gli effetti che poteva avere sulla gioventù studiosa italiana , aveva fatto nascere il tentativo di cercare di seguire, almeno con lo studio e la riflessione, la grande corrente dei fatti della politica internazionale, da cui il nostro paese
menic avversi ad una politica di occupazioni territoriali e militari . Il 4 giugno, poi, alle ulteriori insistenze del Salvago Raggi, che gli aveva fatto presente la perdita di credibilità che una rinuncia totale avrebbe causato, aveva risposto tra il secco e l'iro­nico di temere che questi non si era fatto ancora un'idea esatta della situazione in Italia e che in qualsiasi forma era da respingersi l'idea di una conquista territoriale. V. / documenti diplomatici italiani, cit., voi. Ili, doc. 264, p. 171.
4f) il saggio, firmato O. M. è L'Inghilterra nell'India, in Critica Sociale, VII, n. 19, 1 ottobre 1897, pp, 297-299. Qui viene messo in evidenza come la conquista inglese del­l'India non fosse una conquista militare, ma piuttosto una conquista capitalistica: le amministrazioni coloniali britanniche non erano quindi macchine di spoliazione ma anzi modelli di buon governo, tali che noi stessi, paesi di Governo Indipendente, abbiamo ragione di invidiarli , ed in ogni caso migliori dei regimi che hanno soppiantato. Malagodi aggiunge però subito dopo come i dolori che questo tipo di espansione possa causare siano assai pittorescamente tragici, ma forse organicamente più profondi di quelli dello sfrutta­mento violento della invasione tipici del vecchio espansionismo militare. Una certa perplessità di giudizio emerge dunque da queste prime pagine, perplessità che avrebbe attra­versato, come vedremo, tutti i suoi successivi studi su questi problemi.
4*> O. M., Rivista internazionale. Un proemio non Inutile, in Critica Sociale, VII, n. 21. 1 novembre 1897, pp. 325-326.
43) Ivi, p. 325.