Rassegna storica del Risorgimento

MONETA ERNESTO TEODORO; SOCIALISMO ITALIA 1897-1902
anno <1987>   pagina <202>
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Luca de Caprariis
potenze imperialistiche.48)
Lo studio dei conflitti causati dalla crescente aggressività politica ed economica delle grandi potenze portava talvolta ad inevitabili raffronti con la situazione del nostro paese; i lettori della Critica potevano seguire allora le osservazioni ed i commenti che questo confronto suscitava, e le riflessioni su quella che, in quel quadro, avrebbe dovuto essere la linea migliore da seguire per l'Italia.
Il nostro paese, per non rimanere schiacciato in una competizione della quale altri erano i protagonisti, non aveva per Malagodi altra scelta se non quella di imitare, per quanto possibile, l'esempio inglese. Si doveva puntare quindi su di un processo di industrializzazione rapido e radicale, che potesse assicurare all'Italia una posizione non più marginale, e che potesse convenientemente sfruttare la nostra grande ricchezza di forza lavoro. Malagodi si era espresso molto chiaramente in questo senso nel maggio del '98, proprio nell'ultimo degli articoli della serie della Rivista internazionale ; la rubrica si sarebbe infatti interrotta con la sospensione della Critica Sociale, colpita dalla repressione seguita alla crisi italiana di quel mese.49) Lo scritto in questione, ricco di molti spunti ed osservazioni interessanti, era la discussione di tutta una serie di commenti che le recenti violente manifestazioni dell'imperialismo statunitense e britannico avevano suscitato, commenti in cui era persino apparso, da parte radical-democratica, il vagheggiamento di opporre una unione dei paesi latini alle potenze anglo­sassoni. Malagodi aveva chiaramente scritto che una eventuale unione latina sarebbe stata la lega delle nostre debolezze, delle nostre ingiustizie antiche, dei nostri vecchi errori , e questo va sottolineato le sue conseguenze sarebbero state di carattere interno, piuttosto che esterno, nei paesi latini. In altre parole, più che una difesa da razze e civiltà rivali, sarebbe stata una soluzione vantaggiosa per quelle classi che, all'interno delle diverse nazioni promotrici di quella improbabile lega, traevano profitto da quelle debolezze, da quegli errori, da quelle ingiustizie... 5)
I giudizi di Malagodi che si leggono in questi articoli possono appa­rire talvolta contradditori, non tanto per incertezza ideologica del loro autore, o per mancanza di un fermo giudizio nella sua analisi, quanto proprio per il carattere ambiguo dei fatti esaminati e la difficoltà di trovare
-tè) Del Giappone Malagodi aveva in modo particolare esaminato l'evoluzione politica ed economica dell'ultimo decennio del secolo, che aveva portato il paese asiatico a poter competere con successo con le più importanti nazioni dell'occidente. Era stata la guerra con la Cina del 1894-1895 ad accelerare lo sviluppo industriale giapponese; qui l'autore del saggio aveva osservato quanto questo fosse dipendente dalle commesse dello Stato all'industria privata, in gran parte per l'esercito e (in misura anche maggiore) per la flotta. Le spese militari avevano però causato un forte deficit della finanza statale e, per Malagodi, il governo avrebbe potuto essere tentato per riequilibrarlo a ricorrere al vecchio metodo già così ben riuscito, per riaprire la fonte meravigliosa. La Cina 6 sempre là e più impotente che mai , pronta ad essere -vittima della tanto costosa macchina bellica creata. O. M., Rivista internazionale. Il fenomeno del Giappone, cit., p. 51 per la citazione,
4l o. M., Rivista internazionale. Unione anglosassone ed Unione latina, in Critica Sociale, Vili, n. 9, 1 maggio 1898, pp. 130-131.
50) M, p. 131.