Rassegna storica del Risorgimento

MONETA ERNESTO TEODORO; SOCIALISMO ITALIA 1897-1902
anno <1987>   pagina <205>
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/ socialisti e la politica estera 205
mente poco chiaro. A quest'ultimo era strettamente collegato, più avanti nel programma, nella sezione riservata alle trasformazioni economiche, il punto in cui si trattava dell'emigrazione. Qui veniva richiesta la libertà e difesa dell'emigrazione proletaria, enunciazione anche questa che lasciava spazio ad interpretazioni piuttosto larghe.
La questione della partecipazione italiana alla spedizione in Cina, che si era aperta, come abbiamo visto, subito dopo le elezioni del giugno 1900, suscitò nel partito socialista discussioni che coinvolsero, sulla stampa o in assemblee e contradditori, direttamente alcuni dei principali esponenti del partito. EH certo questa è una delle poche occasioni di vedere ampiamente dibattuti dai socialisti, in relazione a problemi reali, proprio quei temi che sarebbero stati fissati solamente poco tempo più tardi in due o tre frasi all'interno del programma minimo.
Il numero del 16 luglio della Critica Sociale si apriva con due articoli dedicati alla questione cinese. Il primo era di Turati, e rispecchiava in linea di massima anche la posizione della rivista; l'altro era di Claudio Treves, e voleva essere, come avvertiva il breve sottotitolo, una diversa campana. >
Turati partiva fondamentalmente da due considerazioni: la debolezza del nostro paese, una nazione la quale ha molte brighe interne e deve ancora sudare e rimpannucciarsi alla meglio per non essere la più stracciona del mondo, e l'esame dei nostri interessi nel Celeste Impero.605 Questi interessi erano, e sarebbero stati per lungo tempo pochissimi: l'unica merce che l'Italia aveva allora da esportare erano gli uomini, e in quel lontano paese, notava Turati, di questi c'era larga abbondanza. Tutto questo portava alla riproposizione della politica del né un uomo, né un soldo , politica e parole di Andrea Costa che avevano mobilitato il partito nella campagna contro la prima spedizione africana. Che però la situazione non potesse essere affrontata e risolta con la semplice riaffermazione di quel principio doveva essere chiaro anche a Turati. Si trattava in questo caso di un complesso intreccio di interessi che, insieme al nostro paese, coinvolgeva tutte le principali potenze; dalla posizione e dal comportamento che l'Italia
/ radicali, cit., rispettivamente pp. 193-195; 214-216 e 273-287. Il testo del patto in // patto di Roma, Roma, 1890. Quest'ultimo, uscito da un congresso democratico riunitosi nella capitale dall'I 1 al 13 maggio 1890 (a cui mazziniani e socialisti non avevano partecipato) era come una sintesi dei programmi democratici affiorati dopo l'unità. Veniva naturalmente richiesta la modifica dell'articolo 5 dello Statuto e una serie di riforme militari (reclutamento regionale, riduzione della ferma, divieto dì usare reparti dell'esercito in servizi di ordine pubblico) che dovevano portare gradualmente al traguardo della nazione armata ; Galante Garrone nota, con ragione, come questa idea l'idea di Garibaldi e di Cattaneo, militi tutti soldati nessuno sia un po' logora e retorica (A. GALANTE GARRONE, op. cit., p. 281), ed in ultima analisi, irrealizzabile.
ss) p. TURATI, L'intervento italiano in Cina. Due semplici idee, e CLAUDIO TREVES, Proprio né un uomo né un soldo? Una diversa campana, in Critica Sociale, X, rispettiva­mente n. 14, 16 luglio 1900, pp. 209-211 e 211-213. Bisogna notare che l'intervento di Treves è preceduto da una breve nota, dello stesso Turati, in cui viene notata la differenza delle idee espresse nei due articoli, differenza che viene rilevata non tanto sulla larga questione di principio, quanto sul terreno pratico e concreto; una spiegazione che all'analisi dei due testi non risulta poi troppo chiara.
) F. TURATI, op. cit., p. 210.