Rassegna storica del Risorgimento
MONETA ERNESTO TEODORO; SOCIALISMO ITALIA 1897-1902
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1987
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207
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/ socialisti e la politica estera 207
solidale di tutta l'Europa civile . w>
La discussione comunque non si era esaurita con i due interventi sulla Critica, Il 24 luglio, infatti, in un pubblico contradditorio tenuto a Milano, al quale era presente naturalmente anche Turati, Treves aveva ripreso e precisato le sue argomentazioni.65' 11 tema principale su cui era tornato ad insistere era quello della necessità e dell'interesse che l'Italia, e questa notazione va sottolineata di conseguenza quindi anche i socialisti italiani, avesse di appoggiare la politica britannica della porta aperta nell'Estremo Oriente (e in ogni caso quel tipo di politica in qualsiasi parte del mondo).
Mentre nel suo scritto precedente il problema di come dovesse effettivamente essere appoggiata l'azione inglese non veniva affrontato, in questa occasione Treves riconosce la reale esistenza di una questione dei mezzi , ovvero di come praticamente intervenire, con quali misure politiche o militari, se ne fosse stata riconosciuta la necessità o l'opportunità. Questa questione è tuttavia risolta piuttosto sbrigativamente, ed in fondo in pieno accordo con lo spirito dell'articolo 5 dello Statuto: -dei mezzi dice Treves se ne deve occupare il governo .66)
Le idee di Treves trovarono l'autorevole consenso di Antonio Labriola, consenso che venne espresso apertamente in una lettera pubblicata sul quotidiano La Tribuna, lo stesso che aveva pubblicato un esauriente resoconto della riunione milanese.67 Labriola aveva visto nelle parole di Treves il confortante segno che i socialisti, non tutti, né sempre, van ripetendo la stessa nenia, e che anzi parecchi di essi tengono gli occhi di continuo aperti su le sorti della nazione, ed hanno piena coscienza dei doveri che legano la condotta del partito quando abbia ad essere radicato nella realtà, capace di vita, e rappresentante effettivo d'un proletariato progressivo alle complicate condizioni della politica internazionale . Queste complicate condizioni esigevano, per il filosofo napoletano, l'abbandono di ogni posizione viziata da pregiudizi e preconcetti, in questo caso quelli che riguardano la politica coloniale. Al di là di un certo atteggiamento di superiorità e di sufficienza verso la discussione (ed in fondo anche nei confronti dei prota-
**) Ivi, p. 213.
65) v. // Ponte dell'asino, in La Tribuna, 29 luglio 1900, dove si può trovare il resoconto più corapelto della giornata e del discorso di Treves. L'Avanti! infatti, dedicando poco rilievo all'avvenimento, non aveva pubblicato che notizie piuttosto scarse nel numero de! 26 luglio.
66) Si può dire sia risolta in modo sbrigativo soprattutto in rapporto alla chiarezza con cui in precedenza viene delineato quale sia l'atteggiamento più conveniente da tenere per l'Italia; sono queste esattamente le parole di Treves, riportate nell'articolo de La Tribuna: ma è nostro interesse si o no che prevalga la politica della porta aperta e sia combattuta quella del brigantaggio coloniale combattuta da Russia e Germania? , Lo stesso concetto Treves lo aveva sviluppato nel precedente articolo sulla Critica,-
6?) testo della lettera di Labriola in 1 socialisti e la questione cinese , in La Tribuna, 3 agosto 1900. Labriola aveva' avuto notizia del dibattito proprio dalle colonne di quel giornale, e il suo consentimento non nasceva né da diretto accordo, né da recente scambio di vedute , poiché non vedeva ormai il Treves da un anno e mezzo. La lettera è stata ripubblicata in LABRIOLA, Scritti politici, cit., pp. 460-463.
68) ibidem.