Rassegna storica del Risorgimento
CARBONERIA ; SALERNO ; MOTI 1820
anno
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1921
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pagina
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133
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SA ftlVOLttZIOKE PEL 1.820 TX PROVINCIA DI SALEBKO 133
contenuta nei proclaìm di Ferdinando da Messina del maggio 18Ì5, k liberi ordinamenti concessi a la Sicilia fin dal 1812 (1).
Per la lieta attesa, per naturale stanchezza dopo tante tempeste, per l'occupazione straniera e per benigna toiikamza dei Governo, il Segno restava tranquillo, la carboneria quasi inerte. Solo gualche delitto avveniva nelle Provincie, come l'orrendo eccidio della famiglia Puglia nel Comune di Piaggine nel luglio del 1815 (2). A troncare le speranze sopraggiunse il 10 gennaio 1816 la nomina a ministro di polizia del principe di Canossa.; di triste fama per la sua opera nel 1790 e durante il decennio, ritenuto artefice, sotto gli auspica della regina Maria Carolina, e protettore della setta dei calderai (3), intesa per giuramento al sostegno del dispotismo ed a l'estermimo dei carbonari .
Il Colletta definisce i calderari uomini malvagi, che provenivano dalle disserrate prigioni noi tumulti del 1799, dall'anarchia di quell'anno, dal brigantaggio del decennio e dalle galere dì Ponza e di Pantelleria (4).. Il Carascosa la dice composta di transfughi napolitani, nella massima parte gente senza fede ed allontanati dalla loro patria per fatti ignominosi (5). L'Ulloa, scrittore .schiettamente borbonico, li chiama lurida plebe (6). Indubbiamente il Canosa né accrebbe il numero, somministrò loro patenti ed armi, diede loro comandi e consigli, secondo la frase del Collctta (7). In bande armate
(1) Guglielmo Pepo, tra i documenti della sua Belatone al Me, pag. 02, riporta nn proclama reale del 15 maggio in cui si legge: Il popolo sarà il Soprano ed il Principe depositario della leggo ohe detterà la più energica e la più. desiderabile delle costituzioni. Due giornali // Censore e YImparziale pubblicarono quel proclama. (BOBSBLLT, Saggio svi romanzo storico di P. Colletta, pag. 290). IlManfroni nelle uoto alla storia del Colletta, voi. 2, pag. 243
10 afferma apocrifico. Il Colletta, M dice che nei proclami del Re stava adombrala la costituzione.
(2) Il Collotta lo narra nell'opera citata, pag. 250. Ho rifatto la narra-rione del truce episodio, iu baso a documenti inediti, nei miei .Ricordi di famiglia,, pag. 111.
(3) PEEE, Memorie, voi. 2 pag. 326; CABASCOSA, Marnarne historiquesp. 19; ORLOEF, Memoirm sur le Royavme de Naphs, pag. 283, attribuiscono al Canosa la fondazione della sotta dei calderari. La Minerva Napoletana (n. 7, pag, 314) l'attribuì invece ad un vescovo napoletano che non è necessario nominare
11 Canosa smentì, l'accusa nel noto opuscolo I pifferi di montagna.
(4-7) Iv pag. 270.
(6) Memoires pag. 17.
(6) Di Carlo Filangieri, pag. 14.