Rassegna storica del Risorgimento

MONETA ERNESTO TEODORO; SOCIALISMO ITALIA 1897-1902
anno <1987>   pagina <208>
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Luca de Caprariis
gollisti di questa) in corso nel partito - non senza una sfumatura di Ironia: ad esempio il discorso milanese di Treves viene definito, sempre in questa stossa lettera, come un brano di buona e stringente oratoria popolare Labriola arriva con chiarezza a riconoscere ancora una volta la intrinseca necessità che spinge i paesi dove più è avanzato lo sviluppo industriale alla espansione coloniale.
Ad una conclusione di questo tipo poteva certo aver contribuito l'aver seguito un po' meccanicamente il principio della non possibilità, non attua­bilità del socialismo senza un compiuto sviluppo capitalistico, e quello della necessità che il sistema capitalistico borghese debba penetrare in tutte le regioni del mondo.691 Tuttavia, premesso quanto adesso detto, non si può non rilevare quanto acute siano state alcune delle considerazioni di Labriola, TO e, fatto ancora più importante, come, una volta affermata la realtà di questa situazione, non vengano poi sfuggiti o esorcizzati i mezzi politici e militari che sia interesse del nostro paese utilizzare per riuscire a dominarla.
Certamente non si può facilmente negare, come ho prima accennato, che nello svolgimento del pensiero di Labriola, in questi brevi interventi di politica internazionale, sia utilizzato come criterio di giudizio di questi ultimi la loro conformità o meno a quello che dovrebbe essere il processo di sviluppo capitalistico secondo la descrizione che ne hanno dato nelle loro opere Marx ed Engels. Interessante è però notare che, in un certo senso, anche quel che aveva portato Turati, guidato da un criterio di giudizio per nulla netto e fermo (quale è invece quello che guida Labriola), ad opporsi ad una politica estera di largo respiro, poteva sembrare essere nato da un atteggiamento di fondo non del tutto dissimile.71) Alla base infatti della sua ostilità ad ogni tipo di politica espansiva era la preoccu­pazione che questa potesse ostacolare il già lento progresso economico del paese; e potesse bloccare il processo di riforme necessarie a far nascere, anche in Italia, rapporti industriali di tipo moderno, che sarebbero stati indispensabili per la crescita di una moderna classe operaia e di un moderno partito socialista che ne sarebbe divenuto la rappresentanza politica.
Di certo però, la concezione storica e non sociologica della realtà di Antonio Labriola portava ad una comprensione assai maggiore della natura degli avvenimenti. Come in questo caso era per l'individuazione della politica espansiva non solo come fatto necessario allo sviluppo della civiltà, ma
) Queste sono esattamente le parole di Labriola: non soffro di anticolonite cronica, che in alcun! diventa cretinismo organico. Il sistema capi talistico-borghese deve pervadere ed investire l'orbe terraqueo . Sempre in questa lettera, Labriola dice di aver scritto lettere sulla questione cinese a diversi uomini politici, tra i quali anche di quelli che [...] seggono nel consigli della Corona , lettere il cui tenore generale suonava, a suo dire, più o meno cosi: bisogna essere fermi nel concetto che l'Italia non può volontariamente sequestrarsi dalla storia, dopo che per secoli n'era stata messa fuori dai fati .
7Q) Ad esempio, quelle sulla ampiezza e il mutamento dello scacchiere su cui si giocavano i contrasti internazionali: Ora il Pacifico soppianta l'Atlantico: e noi rimaniamo rannicchiati ancora sul Mediterraneo, che fu soppiantato dall'Atlantico tre secoli fa .
i) Ha scritto A. Aquarone, esaminando le reazioni negli ambienti politici ed intel­lettuali italiani alla politica coloniale italiana dopo il disastro di Adua: in armonia con