Rassegna storica del Risorgimento
MONETA ERNESTO TEODORO; SOCIALISMO ITALIA 1897-1902
anno
<
1987
>
pagina
<
209
>
/ socialisti e la politica estera
209
anche benefico per il paese e soprattutto per la sua classe operaia. Non si può tuttavia dire che le idee di Antonio Labriola abbiano profondamente influenzato quello che in quel tempo era, e che sarebbe stato in futuro, il tipo di mentalità e l'atteggiamento prevalente dei socialisti nel-l'affrontare i problemi di politica estera. E del resto anche Labriola non sarà mai troppo tenero verso la politica del partito ed i principali esponenti di questo.73) Sono appunto i prodotti dell'evoluzionismo positivistico, il pacifismo, il filantropismo, un certo tipo di antimilitarismo, atteggiamenti tutti che avranno ancor più in seguito, nel pieno dell'età giolittiana, un peso notevolissimo nell'orientare i socialisti in tutti i problemi connessi con la politica internazionale, a suscitare il sarcasmo di Labriola.
Uno degli ultimi interventi di Labriola sui problemi che sono al centro di queste pagine è una lettera a Ernesto Teodoro Moneta. Il Moneta era un tipo esemplare di democratico positivista di quegli anni.74) Dopo avere valorosamente combattuto durante il Risorgimento, aveva diretto per quasi trent'anni (dal 1867 al 1859) i7 Secolo, l'importante quotidiano democratico di
la sua concezione evoluzionistica e meccanica del socialismo, Turati si preoccupava insomma che le spese improduttive dell'avventura coloniale ostacolassero quella necessaria accumulazione capitalistica senza la quale non si sarebbero realizzate le condizioni per la nascita di un moderno e combattivo proletariato in Italia . A. AQUARONE, La politica coloniale italiana dopo Adua: Ferdinando Martini governatore in Eritrea, in Rassegna storica del Risorgimento, LXJI (1975), fase. Ili, p. 348.
72) Per il rapporto tra storia e sociologia, che veniva risolto da Labriola nella irriducibilità della storia alla sociologia, M. CORSI, Antonio Labriola e l'interpretazione della storia, Napoli, 1963. in particolare il cap. I (pp. 13-15). Sulla conformità delle considerazioni sulla politica espansiva come politica necessaria e benefica alla classe operaia ad una posizione marxistic amente ortodossa, sono da seguire le riflessioni di G. ARE in La scoperta, cit., p. 141, dove questo problema viene giudicato di minimo rilievo. Più avanti l'Are dice, a proposito del rapporto tra i conflitti tra le nazioni e la teoria marxista: dalla teoria economica e sociologica marxista è assolutamente impossibile ricavare prescrizioni univoche (i marxisti direbbero scientifiche) circa un modo di regolarsi socialista nelle questioni suscitate dai conflitti fra le nazioni: da quelli economici non meno che da quelli politici. Tutte le prescrizioni che abbiano tale pretesa, comunque le si mascheri, non possono essere altro, e non furono mai altro negli stessi padri del socialismo scientifico, se non proiezioni di mutevoli strategie, e talora anche di semplici tattiche politiche .
73) u rapporto tra Labriola e i principali esponenti del partito socialista, in modo particolare con Turati, è un problema che ha suscitato molte discussioni politiche e storiografiche. Nella nota 1977, alla nuova edizione della sua Storia de Isocialismo italiano, G. Arfé ha ricostruito la natura politica di queste discussioni: esaltazione di Labriola e svalutazione dei dirigenti riformisti da parte di storici comunisti, accentuazione di critiche nei confronti di Labriola da parte di altri, tra cui lo stesso Arfé. G. ARFÉ. Storia del socialismo italiano (1892-1926), Torino, 1977; la nota 1977 alle pp. 385-387, ed anche, per il giudizio dell'Arfé su Labriola, le pp. 9-16 e 83-95.
74) Sul Moneta, A. DE GUBERNATIS, Dlctlonnaire International des Ecrivains du Monde Latin, Roma-Firenze, 1905, p. 1013, e M. COMDI, Ernesto Teodoro Moneta, premio Nobel per la pace 1907, Milano, 1968, uno studio sulla vita e sul pensiero del filantropo milanese. È interessante notare che il Moneta, quattro anni dopo aver ricevuto il premio Nobel per la pace, espresse un caloroso omaggio all'impresa libica (cfr. G. ARE, op. cit., p. HO).