Rassegna storica del Risorgimento
MONETA ERNESTO TEODORO; SOCIALISMO ITALIA 1897-1902
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1987
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Luca de Caprariis
Venendo a parlare insomma del distacco tra monarchia, governo e opinione pubblica nelle scelte più importanti di politica estera, Labriola non riusciva poi ad indicare altra prospettiva che non fosse il discorso piuttosto ambiguo, ma per certi versi significativo, della perfetta fusione tra dinastia e popolo, o delle vie rettilinee e sicure sulle quali non possono che correre, in fondo, gli interessi permanenti ed immutabili della nazione.
11 problema del distacco tra governo e paese è stato sempre sollevato, anche dalla storiografia più recente, per rilevare le insufficienze e gli errori della classe dirigente liberale. Eppure, come in questo caso risulta evidente, talvolta le soluzioni proposte dai critici più severi dei governi liberali sono forse ancora più lontane di questi dagli ideali di maggiore democrazia e libertà che pure erano alla base della loro ricerca. La questione della partecipazione, che viene messa appunto molto spesso al centro dell'attenzione quanto si tratta di questi problemi, è molto più complessa di quanto si voglia o si immagini possa essere. Gli orientamenti, le pressioni, le opinioni di gran parte della popolazione avevano certamente nell'Italia liberale un peso relativo nel determinare le grandi scelte internazionali del paese; ma era altrettanto vero che il basso grado di maturità politica della società italiana raramente consentiva che queste opinioni si manifestassero realmente.
Questo non vuol dire condividere le osservazioni del democratico, pacifista ed antitriplicista Moneta, invero sorprendenti, sul disinteresse del popolo nelle cose nelle quali non veda interesse immediato, e che quindi delle questioni di politica estera e di alleanze, che non hanno una visibile influenza sulle sue condizioni di vita egli non si cura . Piuttosto si dovrebbe osservare che la politica della partecipazione , tema di discussione storiografica in particolare a proposito dei problemi dell'accentramento e decentramento amministrativo, e per la polemica sulla ristrettezza del suffragio possa avere le forme, e la sua applicazione le conseguenze più svariate. La partecipazione dovrebbe essere considerata più un mezzo che il fine di una politica, e di per se stessa non ha un valore politico comunque positivo.88' Non bisogna dimenticare poi che, quando sarebbero emersi, non sempre i sentimenti e le pressioni della opinione pubblica si sarebbero indirizzati nel senso auspicato dai democratici e dai socialisti.
Le osservazioni di Labriola sono indicative delle incertezze delle valu-
W E.T. MONETA, La nostra inchiesta sulla Triplice, cit., p. 756.
*0 A questo proposito è interessante ricordare come la richiesta dell'Estrema di rendere eleggibili, attraverso elezioni interne, alcune importanti cariche dell'Amministrazione dello Stato e dell'Ordine giudiziario, per democratizzare queste istituzioni attraverso una maggiore partecipazione era stata oggetto in una lettera a Kautsky di un commento di Antonio Labriola: L'Avantt! di oggi che mando supera se stessol II deputato Sacchi (cugino di Bissolati) radicale, che aspira ad esser ministro, propone una legge per fare che i giudici della Suprema Corte di Cassazione siano eletti dagli avvocati, dai giudici di appello etc. etc. Ora V Avanti! appoggia ciò [,..] non per ragioni tecniche (sarebbe scusabile) ma per il principio della sovranità popolare! Questo spettacolo di incoerenza, di indolenza, di negligenza, di ignoranza, e di assenza del rispetto di se stessi renderà il Partito socialista incapace di mettere più paura a nessuno . Amsterdam, IISG, Archivio Kautsky. D XIV, 453, lettera del 16 marzo 1903.