Rassegna storica del Risorgimento
MONETA ERNESTO TEODORO; SOCIALISMO ITALIA 1897-1902
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1987
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219
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/ socialisti e la polìtica estera 219
Sì era in seguito trasferito a Roma, dove, nel 1883 entrò nella redazione del quotidiano La Tribuna, fondato quell'anno, del quale curava le pagine di politica estera, che improntava naturalmente in senso ostile alla Triplice alleanza, da un punto di vista irredentista. ,01> Nelle elezioni del 1890, dopo una contrastata campagna elettorale, venne eletto deputato del V collegio della capitale. Alla Camera, come egli stesso ha testimoniato in un libro di memorie pubblicato nel 1937, quando la guerra e leggenda etiope lo aveva fatto definitivamente allineare al regime fascista i suoi interessi non cambiarono: la politica estera fu il tema preferito delle mie discussioni; il sistema di alleanze con le potenze centrali oggetto delle mie indagini critiche.102) La sua attività di parlamentare e di pubblicista che si distingueva più per la continuità e la quantità dei suoi interventi che per il loro intrinseco valore, lo avevano portato a diventare imo dei personaggi più influenti e richiesti della sinistra quando si dovevano scrivere commenti o far comizi su avvenimenti internazionali.
Salvemini aveva parlato, nel suo scritto sull'irredentismo, della coscienza della contraddizione tra irredentismo e democrazia , coscienza che a suo giudìzio la sinistra italiana nel suo complesso doveva assolutamente avere sempre presente. 103> Barzilai era intervenuto naturalmente per difendere i buoni diritti degli irredentisti; ed aveva aggiunto che qualora la politica estera italiana avesse preso un indirizzo chiaramente nazionale egli sarebbe stato pronto ad appoggiare, in parlamento e nel paese, non solamente quella politica, ma anche la formazione dei mezzi più idonei per metterla in pratica. 104>
per la prima volta si enunciavano con forte vibrazione di voce e di animo del giovane novatore [...] trascinarono all'entusiasmo la scolaresca di ogni facoltà, accorsa a sentire la nuova parola {ivi, p. 29).
101) La Tribuna venne appunto fondata il 26 novembre 1883 da Giovanni Nicotera, per dar voce al gruppo che si era staccato proprio quell'anno da Depretis in opposizione alla politica trasformista, la cosiddetta pentarchia , Baccarini, Cairoli, Crispi, Nicotera e Zanardelli.. Era stato Zanardelli a chiamare Barzilai che come redattore della politica estera aveva particolarmente l'incarico di contrastare l'alleanza tra l'Italia e le Potenze Centrali , ivi, p. 37. Su La Tribuna, che alla fine del secolo era diventato il principale organo di stampa, V. CASTRONOVO, N. TRANFAOLIA, La stampa italiana nell'età liberale, Bari, 1979, in particolare alle pp. 90-93, in cui ne viene esaminato l'atteggiamento verso la politica coloniale nell'ultimo decennio del secolo: le pagine di politica internazionale del giornale erano infatti affidate a collaboratori piuttosto favorevoli ad una politica espansionista, come Giacomo Gobbi Belcredi, o anche lo stesso Barzilai.
io?) s. BARZILAI, Luci ed ombre cit., p. 104. Nelle sue memorie l'adesione ad una polìtica di tipo espansionista è più volte ripetuta, ed è proprio l'occupazione dell'Etiopia che segna la sua piena adesione alla dittatura fascista; ivi, pp. 343-346 per la guerra e la leggenda etiope e le pp, 126-127 e 131 per la sua posizione sull'impresa di Tripoli.
J03) G. SALVEMINI, L'Irredentismo, clt., p. 7. Salvemini allora trovava che in un certo senso seguissero una politica più logica gli Irredentisti e nazionalisti francesi che sono nemici delle istituzioni repubblicane e propugnano la necessità di un colpo di stato, che dia il paese in braccio ai militari e renda possibile la guerra . Gli irredentisti democratici italiani pretendevano invece di essere nello stesso tempo democratici e irredentisti, repubblicani e militaristi . Ibidem.
io4) La risposta di Barzilai, in L'Italia, n. 273, 7 gennaio 1900. Il pensiero di Barzilai