Rassegna storica del Risorgimento

MONETA ERNESTO TEODORO; SOCIALISMO ITALIA 1897-1902
anno <1987>   pagina <220>
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Luca de Caprariis
Ma più. che i particolari della polemica, è importante constatare che la Triplice alleanza, con tutte le questioni che implicava, irredentismo, spese militari, equilibrio balcanico, riflessi sulla politica coloniale, era (come sarebbe stata in futuro) motivo di divisione e contrasti tra i diversi partiti dell'Estrema ed al loro interno. Per il partito socialista bisogna aggiungere che avrebbe comportato anche problemi, che avrebbero avuto una certa influenza, nei rapporti con il movimento socialista internazionale, anche in momenti importanti. La difficoltà di fondo rimaneva quella di definire una posizione chiara e credibile che potesse essere contrapposta alla linea politica dei ministeri liberali, senza continuare nella costante contraddizione di essere prima contro il governo perché reprimeva, come realmente faceva, e talvolta con durezza, ogni accenno di manifestazione irredentista ed anti-austriaca, e poi di protestare contro gli aumenti delle spese militari, destinati magari alla fortificazione del confine veneto, e di nuovo poi fare accuse di inaccettabile remissività verso l'espansionismo austriaco e tedesco, e di trascurare colpevolmente la difesa del paese.
Si assisteva insomma alla ripetizione delle stesse argomentazioni, degli stessi atteggiamenti, delle stesse questioni mentre l'indirizzo di politica estera del paese delineato da Visconti Venosta, veniva con decisione portato avanti da Giulio Prinetti, che nel febbraio 1901, con il ministero Zanardelli aveva preso a dirigere la Consulta.10
Salvemini, nella sua storia della politica estera italiana, ha parlato di un sistema del 1902, 106> che l'attivo ministro degli esteri lombardo aveva perfezionato, nel giugno di quell'anno con la firma quasi contem­poranea del rinnovo anticipato della Triplice e di un accordo italo-francese, che integrava e precisava il precedente scambio di lettere Visconti Venosta-Barrère. 107> L'accordo, oltre ad una reciproca dichiarazione di neutra­lità in caso di aggressione, diretta ed anche indiretta, di uno o più altri paesi, regolava il problema dell'influenza in Tripohtania-Cirenaica e in Marocco. Italia e Francia, potevano sviluppare la loro influenza, la prima
è espresso qui con chiarezza: ove la politica estera italiana, e non solo nei riguardi dell'Austria avesse un indirizzo schiettamente nazionale, io mi sentirei di porre all'appoggio della forza pubblica, quella forza delle armi che oggi immensamente ci pesa, perché destinata a far da comparsa allo spettacolo vergognoso di una serie non interrotta di catastrofi diplomatiche, o da presidio a idealità o interessi che repugnano ai nostri .
105) Nel ministero, che aveva una coloritura di sinistra liberale piuttosto marcata, con due soli moderati, Giusso ai lavori pubblici e appunto Prinetti. A Prinetti, moderato lombardo, ingegnere, legato agli ambienti industriali milanesi, la partecipazione al gabinetto Zanardelli aveva procurato l'ostilità di molti personaggi dell'ambiente dal quale proveniva. Cfr. E. SERRA, Camiìle Barrare e l'Intesa italo-francese, Milano, 1950, p. 106 (la nota 14 in modo particolare). Serra utilizza qui una documentazione molto ampia che comprende anche la corrispondenza privata di Prinetti. Sul gruppo dei conservatori milanesi, e le sue ambivalenze e oscillazioni, A. AQUARONE, L'Italia giollttiana, cit., pp. 182-183.
IQ6} Cfr. SALVEMINI, La politica estera, cit., pp. 356-357.
io?) Sugli accordi Prinetti-Barrcre e fondamentale lo studio di SERRA, Camille Barrère e l'intesa anglo-francese, cit., pp. 127-161. Gli accordi del 30 giugno 1902 vennero però pubblicati a novembre per evitare una imbarazzante coincidenza con il rinnovo della Triplice, che era avvenuto appena due giorni prima.