Rassegna storica del Risorgimento

MONETA ERNESTO TEODORO; SOCIALISMO ITALIA 1897-1902
anno <1987>   pagina <221>
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/ socialisti e la politica estera 221
in Tripolitania, la seconda in Marocco, quando lo avessero giudicato più opportuno e non subordinando l'azione dell'una a quella dell'altra.
Ernesto Ragionieri ha anche lui messo in evidenza, con alcune pene­tranti osservazioni, il valore periodizzante del 1902, i cui avvenimenti sono indispensabili per comprendere quella che sarebbe stata la politica seguita dai ministeri gioii ttiani. La Libia nel Mediterraneo e l'Albania nei Balcani venivano ad essere i punti fissi dell'azione diplomatica italiana, ma di una azione sostanzialmente indipendente. Visconti Venosta e Prinetti erano senza dubbio uomini di differente carattere e differente sensibilità, ma ha scritto appunto Ragionieri si deve tuttavia riconoscere che la condotta di chi diresse la politica estera italiana in quegli anni fu sorretta dalla costante consapevolezza dei mutamenti nelle relazioni a livello mondiale, che aprivano un nuovo spazio per l'iniziativa italiana e ponevano le premesse per una fuoriuscita della politica estera del paese dallo stato di sostanziale dipendenza sul quale si era mossa fino a quel momento . 108>
La perplessità, l'insicurezza, ed anche l'imbarazzo del giudizio socialista sul sistema del 1902 erano apparsi chiari già nella discussione alla Camera dei Deputati del bilancio del Ministero degli Affari Esteri per l'esercizio finanziario 1901-1902, la prima che dovesse affrontare il nuovo Governo Zanardelli. Nella discussione che si era svolta nel giugno 1901, aveva parlato per i socialisti lo storico dell'antichità Ettore Ciccotti. 109> Il discorso di decotti, ristampato subito dopo il dibattito parlamentare in un opuscolo di propaganda,u0) rimproverava la politica estera italiana di essere corriva alle facili imitazioni, resa irrequieta dal disagio e spinta verso sogni ingan­natori di facili guadagni ed ancora sempre incerta tra i larghi desideri ed i piccoli mezzi che l'irridono', abbandonando la via segnata dalle spon­tanee attività popolari per seguire il facile impulso dell'avventuriero . im La via segnata dalle spontanee attività popolari, seguendo un concetto molto diffuso nella opinione democratica, doveva essere per il Ciccotti la soluzione migliore per risolvere il problema della espansione italiana, demo­grafica ed economica e commerciale.
È interessante notare che dello stesso tono era l'ordine del giorno socialista, di cui Ciccotti era il primo firmatario e presumibilmente l'autore,
108) E. RAGIONIERI, La storia politica e sociale, in Stona d'Italia, voi. IV, t. Ili, Torino, Einaudi, 1976, p. 1887. Ragionieri nota anche la differenza tra la politica del di Robilant e quella di Visconti Venosta e Prinetti: mentre il primo aveva ottenuto nuove garanzie e assicurazioni all'interno del sistema della Triplice, gli altri avevano mostrato che il perseguimento degli interessi internazionali del paese sarebbe stato effettuato anche al di fuori di quel sistema, se se ne fosse presentata la necessità. È proprio nel 1902 quindi che si pongono tutte le premesse, e anche le contraddizioni dell'attività internazionale del-l'Italia come una grande potenza fino al 1914 . Ibidem,
109) Bisogna ricordare che la discussione del bilancio degli Esteri era l'occasione in cui i deputati potevano più diffusamente esaminare, criticare la linea di politica estera del paese. Si trattava quindi di un momento di controllo, sia pure quanto si vuole limitato, dell'azione del Governo in questo campo. Per il discorso di Ciccotti, v. Atti Parlamentari, Camera. Leg. XXI, Sessione 1900-1901, Discussioni, pp. 5110-5119, tornata dell'8 giugno.
no) E. CICCOTTI, // proletariato Internazionale e la politica estera, Roma, 1901.
un V. Atti Parlamentari, cft, p. 5112.