Rassegna storica del Risorgimento

MONETA ERNESTO TEODORO; SOCIALISMO ITALIA 1897-1902
anno <1987>   pagina <222>
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Luca de Caprctriis
naturalmente respinto a grande maggioranza dalla Camera.112) L'ordine del giorno Ciccotti, dopo avere accennato alla necessità di sottoporre la politica estera al pieno controllo del potere legislativo, invitava il Governo a seguire una linea che assicurando sempre la pace, potesse promuovere gli interessi italiani con una azione d'indole economico-morale, anziché politico-militare .
E la Triplice alleanza? Il discorso di Ciccotti toccava solo marginal­mente quel tema. L'alleanza con gli Imperi Centrali comunque non era una garanzia per la pace che per lo storico socialista veniva piuttosto data dalla solidarietà del proletariato internazionale. Su questo tema in effetti il problema per i socialisti veniva ad essere complesso; nel momento in cui insomma il Governo dava a vedere di cominciare a considerare la Triplice non più l'unico asse su cui doveva ruotare la politica estera del paese, si aprivano per l'Estrema tutta una serie di questioni non del tutto semplici da sciogliere.
Basti seguire la serie di articoli sui problemi della Triplice, sui rapporti con l'Austria in modo particolare, con cui Bissolati sull'ovanti/ dalla discus­sione del bilancio del 1901 al rinnovamento della alleanza nell'estate del­l'anno successivo, aveva cercato di chiarire quale dovesse essere la posizione del partito.113 Anche qui oscillazioni, incertezze dovute anche alla necessità di tenere distinto l'atteggiamento socialista da quello delle altre correnti dell'Estrema, irredentiste ed antiaus triache.
Così in un articolo dedicato alla Triplice uscito proprio in coincidenza del dibattito parlamentare del giugno, Bissolati, dopo aver ammonito che il rinnovamento dell'alleanza non avrebbe avuto giustificazioni politiche ed economiche, doveva aggiungere che con ciò non intendeva per nulla dire che l'Italia dovesse allora stringere alleanza con la Francia: noi non siamo i seguaci della lega latina! aveva scritto la stessa Francia non ci domanda tanto . Il pensiero di Bissolati si era fatto via via sempre più cauto; il rifiuto della Triplice era cosa diversa dall' attizzare con le nostre mani un incendio, sia pure contro l'Austria, nella penisola balcanica (agosto 1901). Nel gennaio successivo il macigno della Triplice dovevamo levarcelo dallo stomaco senza che un altro più pesante cad[esse] su di noi , o almeno cercare di diminuirne il peso e la mole . Infine nel luglio 1902 Bissolati in un articolo successivo al rinnovo della Triplice e alla intesa mediterranea con la Francia, di cui naturalmente non conosceva i termini precisi, era arrivato a considerare di valore politico puramente negativo l'alleanza con l'Austria e la Germania, divenuta solamente sanzione della neutralità italiana . Ed aveva aggiunto che se una preoccupazione vi era e vi è nelle file della democrazia a proposito di politica estera, questa era ed è che le correnti e le tendenze di chi siede in alto non trascinassero
U2) Ecco 11 testo dell'ordine del giorno Ciccotti: La Camera invita il governo a fare una politica estera, che, ispirala alle leggi della morale e del diritto e non vincolata da trattati sottratti al pieno controllo del potere legislativo, assicuri una pace non resa sterile da eccessivi armamenti, e promuova gli interessi italiani con una azione d'indole economico-morale, anziché politico-militare , hi, p. 5119.
ili) Gli articoli in questione, usciti tutti mH'Avanti!, e firmati da L. BISSOLATI sono: La Triplice, 14 giugno 1901; Politica personale, 12 agosto 1901; La nuova Triplice, 5 gennaio 1902: e L'Italia e le potenze, 5 luglio 1902.