Rassegna storica del Risorgimento

MONETA ERNESTO TEODORO; SOCIALISMO ITALIA 1897-1902
anno <1987>   pagina <232>
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Libri e periodici
future ricerche, le quali comunque d'ora in poi non potranno non prendere l'avvio da questo lavoro della Plaisant.
GIOVANNI PILLININI
FERNANDA MAZZANTI PEPE, GIOVANNI ANCARANI, // Notariato in Italia dall'età napoleonica all'Unità (Studi storici sul notariato italiano, VII); Roma, Consiglio Nazionale del Notariato, 1983, in 8, pp. 558. L. 50.000.
Fino al giorno in cui il Consiglio Nazionale del Notariato non ha deciso la creazione di una commissione per gli studi storici sulla professione nel corso dei secoli, scarsi, dispersi e di difficile reperimento erano i saggi e i contributi su questo ceto di primario rilievo nella vita tanto culturale quanto civile del nostro paese. Anche se il termine originario latino stava ad indicare lo schiavo, che aveva il compito di scrivere velocemente note, spesso mediante abbreviature, e più tardi, nel basso medioevo, designava i segretari dell'Imperatore e di altre altissime cariche pubbliche, oggi, dopo una travagliata metamorfosi plurisecolare, il notaio è non solo un affermato e accreditato professionista ma è anche traiamo dalla Legge notarile del 1915 un pubblico ufficiale, un garante e un depositario delle norme, un rappresentante dello Stato. Ma, per giungere a questo traguardo, dicevamo, è occorsa una travagliata metamorfosi.
Dal punto di vista storico le edizioni critiche delle fonti che gli atti notarili non sono altro che fonti per l'epoca medioevale ed anche moderna consentono di gettare lo sguardo e recano prove sulla situazione sociale, sui fatti e persone, molto più di quanto lo possano faticose e soggettive ricostruzioni.
Gli studi della Mazzanti Pepe e di Ancarani coprono, però, un versante diverso, ugualmente rilevante dal punto di vista storico. Prendendo le mosse, con un attento utilizzo del materiale archivistico, dalla legge madre francese del 25 ventoso anno XI (16 marzo 1803) si è potuto ottenere uno studio comparato con le successive leggi dei diversi Stati italiani restaurati . Dall'analisi è emersa, al di là del contingente dato giuridico, la faticosa maturazione istituzionale moderna, la lenta revisione della società.
Raggiunta l'unificazione politica, l'indispensabile unificazione normativa non poteva non passare e il contributo di Ancarani lo mette in luce attraverso una attenta riconsiderazione della legislazione regionale. La prima legge dello Stato italiano, dopo i progetti del 1860, del 18b4 e del 1866, reca una data piuttosto tarda, che la dice lunga sulle difficoltà, quella del 25 luglio 1875. Quattro anni più tardi, il 6 aprile 1879, si ebbero rilevanti modifiche e nel maggio dello stesso anno fu pubblicato il Testo Unico unificatorio. Al 1913 risale, infine, la norma che fìssa e determina le funzioni e la figura nel contesto socio-economico adeguato all'epoca.
I due autori hanno ottenuto con la capillarità delle loro ricerche e con il rigore della loro competenza, l'obiettivo, anticipato nell'introduzione: quello di fissare il rapporto fra classe politica e ceto notarile nella prospettiva di uno studio del rapporto Stato-Società civile .
VINCENZO G. PACIFICI
GIOVANNI MARIA SPERANDINI, Scuole e maestri nel circondario di Castelfranco fino all'Unità d'Italia {1636-J861), a cura dell'Amministrazione Comunale di Castelfranco Emilia; Modena, 1985, in 8, pp. 175. L, 11.000.
L'esperienza di una realtà locale, soprattutto se inserita all'interno di una più vasta ricerca, è significativa e qualificante per ricostruire pagine ben più complesse della globale storia nazionale. Così il volume dello Sperandini che tende ad una ricostruzione delle origini della scuola come istituzione scolastica pubblica, in un centro emiliano di limitata