Rassegna storica del Risorgimento
MONETA ERNESTO TEODORO; SOCIALISMO ITALIA 1897-1902
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1987
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237
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Libri e periodici 237
diritto alla tutela contemplato dall'articolo 19, ma che sono privi di personalità giuridica. L'autorità ammette la costituzione in giudizio di cittadini singoli, di gruppi di cittadini, di associazioni e anche di comuni, garantendo così un'efficace tutela dei diritti delle nazionalità. Il problema della definizione del Volksstamm, in mancanza di una precisa normativa giuridica, non ha però mai trovato in Austria una piena e univoca soluzione. Stourzh ricorda due esempi particolarmente significativi, nei quali ad alcuni ricorrenti viene negata la qualifica di rappresentanti di un Volksstamm. Egli sottolinea in primo luogo il rifiuto dell'autorità giudiziaria, che si fonda su motivi molto complessi, riconducibili all'asserita assenza dì una autonoma identità linguistica e al timore di introdurre una componente religiosa nella definizione della nazionalità, di considerare gli ebrei come un gruppo nazionale a se stante. Gli ebrei della cittadina galiziana di Brody, che chiedono la costruzione di una scuola tedesca, vedono accolta la loro domanda, ma in quanto tedeschi, e non in quanto ebrei, come volevano i ricorrenti. Ai cechi di Vienna, e cioè a un gruppo nazionale numeroso, ma residente in ima città collocata al di fuori della propria area linguistica, non viene riconosciuto il diritto di disporre di proprie scuole nella capitale imperiale, con la motivazione che il ceco non costituisce una lingua landesHblich nella provincia dell'Austria inferiore.
H problema scolastico ricorre con grande frequenza nelle pagine del libro, e ad esso è interamente dedicata un'importante sezione della prima parte del lavoro di Stourzh, nella quale l'autore osserva come la conflittualità in materia scolastica abbia rappresentato un aspetto quantitativamente molto rilevante all'interno del più generale conflitto nazionale. Allo storico viennese non sfuggono, accanto all'indubbio stimolo dato dall'articolo 19 alla parificazione scolastica, le conseguenze non sempre positive che ebbe il divieto della costrizione all'apprendimento di una seconda lingua provinciale, contenuto nel terzo paragrafo della norma. Esso ostacolò la diffusione del bilinguismo nei Kronlànder mistilingui e forse anche il dialogo tra i gruppi nazionali. Alla questione scolastica, ma non solo ad essa, è connesso un problema sul quale Stourzh si sofferma con molta ampiezza e con grande finezza, lungo tutto il corso del suo lavoro, quello cioè degli elementi che determinano l'appartenenza a un gruppo nazionale. Anche se non senza oscillazioni, la maggior parte delle decisioni giurisprudenziali ritengono insindacabile il diritto dei genitori nei territori mistilingui a scegliere la scuola per i propri figli, affermando così che l'appartenenza nazionale si fonda non su criteri oggettivi, ma sulla libera scelta individuale, sul Bekenntnis-pritizìp.
L'altro aspetto centrale e innovativo dell'analisi di Stourzh, sviluppato nella seconda parte del volume, è il rapporto tra il principio di eguaglianza e quell'aspirazione all'autonomia nazionale, così diffusa nell'ultimo periodo della vita della monarchia. In questo quadro, nonostante i precedenti casi di separazione per nazionalità di alcuni organi dell'amministrazione autonoma da lui analizzati, l'interesse di Stourzh è naturalmente rivolto soprattutto al compromesso ceco-tedesco in Moravia del 1905. L'autore rileva come in materia scolastica il compromesso determini un allontanamento da alcuni princìpi sino allora generalmente accolti. Proprio per attenuare la tensione nazionale nella provincia, la lex Perek, inserita all'interno dell'accordo, stabilisce che di. regola alla frequenza della scuola elementare dovessero essere ammessi soltanto bambini che già conoscevano la lingua di insegnamento. La norma mira evidentemente a bloccare o alneno a ridurre il fenomeno 'dell'afflusso dì bambini cechi nelle scuole tedesche; d'altra parte essa sembra limitare il diritto dei genitori e attenuare la portata del principio della libera scelta individuale. Questa situazione normativa influisce anche sull'atteggiamento del tribunale amministrativo, che sia in ordine a controversie nate dalla legge Perek, sia in merito a ricorsi presentati sull'effettiva appartenenza nazionale di persone chiamate a far parte dei consigli scolastici locali, si pronuncia nel senso dell'esistenza, insieme alla scelta individuale, anche di caratteri oggettivi, che contribuiscono a determinare la nazionalità. Una linea analoga è sostenuta dal tribunale imperiale, con riferimento a un problema sorto dall'altro principale aspetto del compromesso, quello politico-elettorale, che prevede la riforma dell'ordinamento provinciale e quella della legge elettorale, con la conseguente introduzione del catasto 'nazionale'. Il tribunale imperiale pur formulando severi rilievi sul principio del catasto