Rassegna storica del Risorgimento
CARBONERIA ; SALERNO ; MOTI 1820
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1921
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MATTEO MAZZIOTTI
marchese Della Schiava comandante della divisione militare ed il maresciallo marchese Cattaneo comandante deUe armi del Principato, entrambi seguaci del Re in Sicilia durante il decennio (1), A l'opposto propendeva interamente per i carbonari il segretario generale dell'Intendenza Nicola Lueente, fondatore di nna Società carbonica negli Abbruzzi, che il Governo trasferì bruscamente ad Avellino, sostituendogli Antonio D'Addiego già componente della famosa Giunta di Stato
del 1799 (2).
Nelle nle della carboneria salernitana si agitavano due diverse correnti. L'una, degli uomini più noti della città, per nascita, per censo, per posizione sociale, guidata da i fratelli Raffaele, Giovanni, Gennaro e Saverio D'Avossa, quest'ultimo capitano dei militi, di antica ed illustre famiglia spagnuola stabilita da alcuni secoli a Salerno. Seguivano i D'Avossa principalmente Francesco De Vicariis di cospicua famiglia del capoluogo, anch' esso capitano nelle stesse milizie (3), il sacerdote Giacinto Ferrara di Baronissi, professore nel Liceo di Salerno, Giuseppe Bongiovanni, capo di divisione nell'Intendenza locale durante il decennio, poi avvocato, Vincenzo Gatti di Laureami anche esso avvocato, residente in Salerno ed un giovine salernitano Domenico Giannattasio (4). Si aggiunse loro di poi Ghe-.rarda Mazziotti di Celso, antico giacobino del 1799, deportato in Francia nella reazione successiva, magistrato nel decennio, ed allora giudice della Gran Corte criminale di Salerno. Nel luglio successivo si dimise da l'ufficio perchè non volle accettare il fcramutamento a Beggio di Calabria inflittogli per sospetto di carboneria (5). Militavano in essa parimenti suo fratello Nicola tenente colonnello delle milizie provinciali del distretto di Vallo durante l'occupazione francese, nominato comandante del distretto di Salerno nel febbraio 1819, ed un loro cugino G. B. Mazziotti anche egli deportato in Francia nel 1799 (6).
(1) Per la legge del 23 settembre 1815 i comandanti delle divisioni militari avevano estesi poteri politici.
(2) U Lucente ebbe poi parte importante in Avellino nei moti del 1820 e ne riportò una grave condanna.
(3) Figlio di Giustino, di anni 33, di Salerno.
(4) Nato in Salerno 15 gennaio 1798 da Bernardo Giannattasio.
(B-6) Di questi miei antenati ho narrato le vicende nei miei Bicordi dì famiglia.