Rassegna storica del Risorgimento
MONETA ERNESTO TEODORO; SOCIALISMO ITALIA 1897-1902
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Libri e periodici
Non bisogna dimenticare peraltro che in quel giovane Stato dalla Costituzione estremamente liberale le fazioni polìtiche si coagulavano intorno a un uomo o agli interessi di un piccolo gruppo organizzato, piuttosto che sulla base di una precisa ideologia o di un programma politico di ampio respiro.
Come si è accennato, con la crisi del 1886-1887 si avviò una lunga fase di predominio del partito nazional-liberale che si identificò sino al 1895 con Stambolov, vittima in quell'anno di un attentato, dopo esser stato allontanato Tanno precedente dal governo per volontà del principe Ferdinando. Per il partito nazional-liberale la perdita del suo capo indiscusso fu un duro colpo, trovandosi per di più all'opposizione. Per anni infatti non emerse una nuova figura che potesse assumere le redini e aspirare a tornare al governo. Infine fu Dimitar Petkov a imporsi non senza dover accettare comprimari come Nikola Genadiev, mentre Peredità di Stambolov diveniva via via meno significativa, nel senso che solo una corrente del partito (capeggiata da Dobri Petkov) continuò a sentirla come sua, quando le altre preferirono rimuoverla per riacquistare possibilità di manovra e credibilità presso un elettorato che conservava un ricordo negativo della dittatura.
È evidente, dunque, come gli ultimi tre studi qui ricordati siano tra loro connessi molto più di quanto non lo siano i precedenti. Al di là di questa considerazione sull'organicità o meno dell'intero volume, va rilevato che esso presenta un buon saggio dell'attuale storiografia bulgara per quanto concerne la storia contemporanea, cioè successiva alla costituzione dello Stato bulgaro moderno. La scelta dei temi trattati è di per sé significativa dell'interesse che gli storici bulgari portano per le radici dello Stato bulgaro moderno da una parte e per le grandi questioni non risolte, almeno a livello psicologico se non politico, della sua storia poco più che centenaria dall'altra. Intendo riferirmi principalmente alla mancata unificazione della nazionalità bulgara che è il leil motiv sottinteso dei primi due gruppi di saggi da noi ricordati e la motivazione di fondo della sfortunata scelta di campo nella prima come nella seconda guerra mondiale e delle difficili relazioni internazionali negli anni Venti-Trenta. Un più largo approccio alla produzione storiografica bulgara permetterà al lettore di verificare questa constatazione e il presente volume è anche un invito a tale più approfondita conoscenza.
FRANCESCO GuroA
RITA TOLOMEO, Korespondencija Josip furai Strossmayer - Cesare Tondini de' Quarenghi; Zagreb, Posebna Izdanja Arhivskog Vjesnika , 2, 1984, in 8, pp. 208 con 2 ili. S.p.
La vera ricerca storica è fatta di documenti. È faticosa ricostruzione di avvenimenti anche di breve respiro che, però, tutti insieme compongono il vasto quadro di una trasformazione sociale, economica o culturale o dell'opera di un individuo ovvero di un gruppo di individui in uno dei campi nei quali si esercita l'attività umana. Nel caso dello scrupoloso lavoro condotto attraverso più anni da Rita Tolomeo sulla corrispondenza inedita di due religiosi di grande levatura dell'Ottocento, uno dei quali fu esponente di punta del Risorgimento slavo meridionale, trovano giusta definizione alcune iniziative che solo parzialmente appartengono alla sfera religiosa e, contemporaneamente, si disegna o si ridisegna sullo sfondo un quadro storico complesso e ricco di sfaccettature. I protagonisti sono il grande vescovo croato di Djakovo Josip Juraj Strossmayer e il padre barnabita Cesare Tondini de' Quarenghi, uomo dai grandi interessi culturali e particolarmente attratto dal mondo slavo forse per via dell'avo Giacomo Quarenghi, architetto attivo in Russia all'epoca di Caterina II, o per l'amicizia con il nobile russo Grigorj P. Suvalov (noto in Italia grazie a uno studio di Àngolo Tamborra) D con cui divise II noviziato negli anni Cinquanta dell'Ottocento. Da Suvalov il Tondini apprese anche un alto ideale, fermentante nel XIX secolo e non ancora realizzato neanche nel nostro secolo, quello dell'unione delle Chiese.
> A. TAMBORRA, Grigorl} P. Suvalov e l'Italia, in Rassegna storica del Risorgimento, LXV (1978), pp. 286-305.