Rassegna storica del Risorgimento

MONETA ERNESTO TEODORO; SOCIALISMO ITALIA 1897-1902
anno <1987>   pagina <246>
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Libri e periodici
il termine). Tondini al contrario dimostra talora sensibilità ai fenomeni e ai problemi sociali, così da rimpiangere che il clero cattolico non abbia combattuto come antesignano la battaglia per la liberazione dei servi della gleba in Russia, senza lasciare che la revolution cherehe toujours à prendre et à rcvendiquer pour elle mème tout ce qu'il y a de plus grand et de plus noble dans les aspirations de l'àme humaine... pour ne laìsser aux catholiques et surtout au clergé, que des querelles cntre sacristains .
Siamo dunque davanti a un testo che fornisce un validissimo contributo alla cono­scenza di due personaggi di diversa statura politica (non morale), ma egualmente importanti e interessanti, nonché all'approfondimento di una problematica fondamentale per il Risorgi­mento degli Slavi meridionali e per le loro relazioni con la Santa Sede. Non va infine taciuta l'originalità di tale studio e non solo per quanto attiene al mondo della ricerca italiana, come prova peraltro il fatto che una prestigiosa rivista jugoslava abbia voluto ospitare (fatto realmente raro) lo scritto di una studiosa italiana nella serie delle sue pubblicazioni speciali.
FRANCESCO GUIDA
SERGIO ROMANO, Crispi; Milano, Bompiani, 1986, in 8, pp. 329. S.p.
Molta parte della storiografia contemporanea ha orientato la ricerca sulle strutture e sulla vita materiale , rinunciando a vedere gli uomini, le singole personalità con i loro pensieri e affetti. Come reazione a certa storiografia che spazializza il tempo e quantifica le forze storiche, si è sviluppata la biografìa, un genere letterario che rivaluta il tempo congiunturale e breve e restituisce dignità storica agli ideali e agli stati d'animo dei personaggi storici .
Quando non indulge ai pettegolezzi mondani e non cede allo psicologismo, la biografia riesce alla ricostruzione morale e spirituale di una personalità, contraddicendo il determinismo della storiografia strutturale e quantitativa. In effetti la biografia del principe e, più in generale, dei governanti, poggia sull'idea che la scelta, la decisione degli uomini politici incide sempre sul corso degli eventi e, pur inserendosi in una deter­minata situazione, interviene a modificare le vicende, a trasformare il condizionato in condizionante, aprendo le vie del futuro.
Questa idea, della libertà della storia, cara alla storiografia etico-politica, alimenta il gusto per l'analisi psicologica dei personaggi, che così si animano di sentimenti e passioni, come nei romanzi.
Il ritratto che Sergio Romano ha dedicato a Crispi, presuppone e conferma la concezione umanistica della storia, secondo la quale, nelle scelte politiche, hanno un peso decisivo le singole individualità, con il loro particolarissimo carattere. Esso, infatti, dà largo spazio non solo al pensiero, bensì agli umori e alle passioni, insomma agli aspetti caratteriali dell'uomo che fu, in tempi diversi, ma con lo stesso animo, cospiratore e governante, rivoluzionario e conservatore. L'intenzione di Sergio Romano non è, certo, di spiegare la storia con la psicologia, ignorando le strutture e le dottrine, ma piuttosto quella di dare senso e valore alle strutture e alle dottrine facendole vivere nell'animo di un uomo dalle forti passioni e dalle molte contraddizioni.
La figura di Crispi è emblematica ed aiuta a spiegare per quali vie sotterranee, attraverso quali meccanismi psico-ideologici, la rivoluzione si converte in reazione, l'antistato in Stato, il liberalismo in autoritarismo, l'amore di patria in spirito di dominio. Le vie sono quelle obbligate della rivoluzione; i meccanismi quelli tipici del giacobinismo. La rivoluzione al potere si suicida , per risorgere nel dispotismo della democrazia; il giacobinismo tradisce la purezza originaria e scende a compromessi, ma conserva lo spirito di scissione ohe sostiene la volontà di potenza.
La logica della rivoluzione e l'ideologia radicale, di cui qui si discorre, sono delle astrazioni se non si incarnano in una personalità e non si traducono in fede morale; cosi come sono delle astrazioni le strutture economiche e sociali fino a quando non sorge, in un uomo o in una moltitudine, il bisogno dì mutarle. Crispi fu l'uomo che visse il