Rassegna storica del Risorgimento

CARBONERIA ; SALERNO ; MOTI 1820
anno <1921>   pagina <137>
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U ftlVOLTOKffllS DEL Ì820 IN PROyiSOTA DI SALERNO
La carboneria acquistò nel Principato citeriore nel 1818 una grande forza con la nomina a colonnello delle milìzie provinciali in Salerno del barone Gaetano Bellelli. Il grado sociale di parecchi dei più autorevoli della carboneria salernitana-, il naturale desiderio di non avventurarsi a pericolose ed incerte intraprese, le frequenti relazioni con le autorità locali, l'assidua vigilanza della polizia li costringevano a contegno prudente e riservato. A fronte di essi, si era andato formando nel capoluogo una schiera, venuta dagli altri distretti della provincia, intraprendente ed audace, impaziente d'in­dugio e di moderazione;
IV. Predominava autorità dei primi; quando a poco a poco venne acquistando nelle file della setta nome ed influenza Un uomo fino allora quasi ignoto, da l'anima impetuosa,, èa la parola concitata ed eloquente: Rosario Macchiaron. Nato 11 12 giugno del 1780 in Bellosguardo dai coniugi Giuseppe Macoliiaroli e Gelsoinina Bru­netti (1), aveva compiuto i primi studi nel seminario della sua dio­cesi e poi i corsi di giurisprudenza in Napoli nel 1798, JSsveva assi­stito, ancora adolescente, alle memorande giornate delia repubblica partenopea, poi alle scene -di angue e di terrore die ne seguirono la caduta. Nel fulgido bagliore di armi del decennio entrò nell'eser­cito (2), passò quindi neU'amniìnistrazione civile come capo divisione nell'Intendenza di Salerno : ufficio che aveva lasciato o perduto al ritorno dei Borboni per le sue idee politiche. Viveva modestamente con la professione forense, intento, più che ai codici ed ai tribunali, ai fervidi sogni della sua mente 0. al misterioso lavorio della setta.
Parteggiavano per lui alcuni giovani dimoranti in Salerno e del medesimo animo suo, quale Francesco Maselli di Omignano com­messo di cancelleria presso la Gran Corte criminale del luogo, Gae­tano De Pascale di Napoli, impiegato presso la procura generale della medesima Corte, Antonio Giannone di Salerno, Clemente Prota. Pochi per numero, ma forti per giovinezza ed ardore dì mente,
(1) tfede di battesimo della parrocchia di Bellosguardo voi. 4 (Appen­dice, Doc. I). Ebbe un fratello a nome Ruggiero e due soreUe. Accennano a lui il Cuoco, Saggio.Storico su la rivoluzione di Napoli e le Memorie del PEPE, voi. 2,pag. 6, 7 ed 8.
(2) Guardia d'onoro, poi nella Guardia Bealo nel 1808.