Rassegna storica del Risorgimento
MONETA ERNESTO TEODORO; SOCIALISMO ITALIA 1897-1902
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1987
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252
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Libri e periodici
storiografica sulla vicenda storica della capitale d'Italia (com'è noto, l'attenzione degli storici che nell'ultimo trentennio si sono occupati di cose romane si è prevalentemente soffermata sugli ultimi decenni dell'Ottocento), ma offre anche alla meditazione degli studiosi numerosi e suggestivi spunti per un approfondimento e una verifica della vasta e complessa tematica affrontata nel Convegno.
Opportunamente dedicato alla memoria di Alberto Aquarone e di Vincenzo Gallinai!, recentemente scomparsi, questo libro merita di essere letto sia perché getta luce su aspetti e personaggi di una realtà poco nota, sia perché solleva, talvolta chiarendoli tal'altra ponendoli in forma dubitativa e ipotetica, problemi che, per il carattere stesso della città di Roma, ad un tempo capitale del Regno e centro della cattolicità, valicano gli angusti confini locali per collegarsi a tematiche di più ampio respiro.
Ciò che positivamente impressiona il lettore è il tono pacato e sereno con cui i relatori affrontano temi di scottante attualità: sono lontani in queste pagine gli echi della polemica politica e pubblicistica che in passato, soprattutto in talune circostanze (ad esempio in occasione dell'avvento in Campidoglio di un'amministrazione capeggiata dai comunisti), ha caratterizzato il dibattito su Roma capitale. Va anche segnalato lo sforzo di obiettività che anima le pagine del volume, anche se non mancano, qua e là, affermazioni che, in mancanza di convincenti e sostanziosi riferimenti documentari, possono apparire dettate da preoccupazioni apologetiche.
Interessanti e suggestive sono le immagini (di personaggi e di squarci della Roma del primo Novecento) pubblicate in apertura di libro: accuratamente e intelligentemente selezionate da A. M. Arpino, attivo presidente del Comitato che ha promosso il Convegno, esse, oltre che dare un volto ai più significativi protagonisti dell'Amministrazione-Nathan, offrono al lettore un'idea visiva di alcuni tra i maggiori problemi allora sul tappeto: sviluppo urbanistico, nascita del trasporto pubblico, Agro Romano e collegamento della città con Ostia, ecc. È un vero peccato che, per ragioni economiche, non abbia trovato posto in questo volume la intera serie delle diapositive proiettate durante il Convegno e la relazione con cui Arpino introdusse e commentò allora le immagini.
Densa e per vari aspetti illuminante è la relazione di Mario Belardinelli su I cattolici nella vita politica romana. Particolarmente interessanti e storiograficamente nuove sono le pagine dedicate alla delicata fase di passaggio dalla crisi di fine secolo ai primi anni dell'età giolittiana. Anche sulla base di alcuni importanti documenti reperiti tra le carte dell'Archivio Segreto Vaticano e dell'Archivio di Stato di Roma, Belardinelli fa luce sull'avvento e sui primi passi della Democrazia cristiana a Roma e analizza le ragioni che portarono i locali seguaci di Romolo Murri a polemizzare con l'Unione Romana, la famosa e potente associazione che dal 1876 organizzava e guidava, sul piano delle lotte amministrative, i cattolici della capitale. I giovani e battaglieri d.c. ebbero indubbiamente il merito di portare una ventata di novità e di freschezza in una realtà, come la cattolicità raccolta intorno all'Unione Romana, dalle molteplici risorse e componenti (circoli, giornali, ecc.) e, dal punto di vista politico, prevalentemente orientata in senso difensivo e conservatore; ma non ebbero la forza necessaria per indirizzare l'elettorato di ispirazione cristiana su di una strada diversa, politicamente e amministrativamente più avanzata. La loro apparizione sulla scena politica romana segnò l'inizio di una crisi che nel breve volgere di pochi anni, fra alterne vicende, avrebbe portato ad un sensibile ridimensionamento della presenza e dell'influenza cattolica in Campidoglio. In passato, la compattezza delle forze cattoliche era stata la carta vincente dell'Unione Romana. Ora, nel primo Novecento, con le liti scoppiate tra vecchi e giovani r> da un lato e tra gli stessi giovani dall'altro, quella compattezza divenne un ricordo, e ciò contribuì non poco a spianare la strada all'Amministrazione-Nathan.
// blocco laico del 1907 fra realtà nazionale e realtà romana è il titolo della stimolante relazione svolta da Luciano Cafagna. Attento studioso delle vicende politico-sociali delia Roma postunitaria (il suo saggio su Anarchismo e socialismo a Roma negli anni della febbre edilizia e della crisi. 1882-J891 apparso su Movimento Operaio del 1952 e tuttora un obbligato punto di riferimento per studiosi e studenti), Cafagna giustamente respìnge la tesi di un'Amministrazione Nathan intesa come rottura di una sorta di incantesimo nella vita romana (p, 37), un incantesimo basato su di una tradizione caratterizzata, per dirla