Rassegna storica del Risorgimento
MONETA ERNESTO TEODORO; SOCIALISMO ITALIA 1897-1902
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1987
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253
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Libri e periodici
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con il democratico Parboni, da una mostruosa coalizione dei moderati e dei preti . La vicenda del blocco laico romano del 1907 ha certamente un significato che trascende i confini della realtà locale; ma la sua importanza osserva Cafagna più che nella retorica nathaniana di quegli anni sulla Terza Roma e sulla sua importanza per l'Italia e per il mondo, è da ricercarsi nelle grandi tendenze che si muovono sulla scena nazionale (e in questa diversa ottica si potrà anche dire [...] sulla scena europea) di quel principio di secolo (p. 40). Il movimento dei blocchi laici aggiunge il relatore, facendo eco ad Hartmut Ullrich non è una originalità romana (analoghe esperienze sono in corso, nell'età giolittiana, in molte altre città italiane) e non è neppure una originalità nazionale, perché culturalmente, sotto il profilo, cioè, della cultura politica, è quello dei blocchi laici di inizio secolo un movimento che viene dalla Francia <p. 40). A giudizio di Cafagna, due sono le coordinate entro le quali la vicenda romana va funzionalmente inserita: la grande ventata anticlericale che soffia dalla Francia e la complessa dialettica che in età giolittiana si intreccia fra risveglio cattolico , anticlericalismo e movimenti di massa per effetto della politica trasformistica e di allargamento della cittadinanza svolta da Giolitti. Dopo aver sottolineato l'importante ruolo esercitato dalla Massoneria nella politica bloccarda del primo Novecento, il relatore esprìme la doppia convinzione che nell'età giolittiana venne compiuto, in sostanza, un grande sforzo per utilizzare il nuovo potenziale creato dal movimento operaio, ai fini di una politica democratico-laica e anticlericale, di arginamento della nuova avanzata cattolica , e che la Massoneria abbia avuto in questo una parte assai grande (p. 45).
Un bilancio della storiografia sulla Roma giolittiana (e anche pregiolittiana) viene tracciato da Hartmurt Ullrich, che richiama pure l'attenzione su alcune stimolanti proposte di ricerca e, in appendice alla sua ampia e puntuale relazione, pubblica una serie dì interessanti e inediti documenti diplomatici francesi relativi all'avvento del blocco-Nathan . Giustamente Ullrich afferma che Roma nell'età giolittiana la Roma di Nathan e del blocco, ma anche dei suoi avversari è stata ancor meno studiata della Roma fra Porta Pia e la fine del secolo (p. 58). C'è, in effetti, una evidente sproporzione tra gli studi dedicati alla Roma postunitaria e quelli centrati sulla Roma del primo Novecento, e ciò perché spiega il relatore non solo Roma non rientrava in uno schema imperniato su un fondamentale contrasto dì classe fra borghesia capitalistica e proletariato industriale, ma il lavoro di Nathan è stato a lungo considerato come manifestazione patetica di un mondo avviato verso un declino inarrestabile: l'Italia anticlericale e risorgimentale, in un contrasto con la nuova realtà, tutta proiettata verso il futuro, dell'Italia di Giolitti (p. 59). Da buon conoscitore della Roma e dell'Italia del primo Novecento (Ullrich è autore, com'è noto, di fondamentali studi sulle elezioni politiche romane del 1913 e sulla classe politica italiana del 1909-1913), il relatore ricostruisce il dibattito storiografico sviluppatosi intorno alla vicenda del blocco Nathan , senza peraltro rinunciare ad una rapida e penetrante analisi dei contributi storiografici riguardanti la vita della capitale nei decenni immediatamente precedenti l'inizio di questo secolo. Praticabili e suggestive appaiono in genere le piste di ricerca che egli propone, e acute mi sembrano molte annotazioni di assenso o di dissenso in margine alle interpretazioni esaminate. A una di queste annotazioni vorrei telegraficamente accennare: le perplessità di cui a p. 56, riguardanti la collocazione dei cattolici nel contesto romano, non avrebbero motivo di sussistere se a quello che le autorità di polizia della capitale chiamavano, non senza un pizzico di sprezzante ironia, il partito clericale si guardasse non (o almeno non solo) come ad un fenomeno di matrice essenzialmente ed esclusivamente politica, costantemente volto a tessere trame antistatali e perennemente mobilitato in funzione antiliberale; ma come ad una realtà complessa e dai molteplici risvolti, anzitutto e soprattutto preoccupata di diffondere e di difendere la fede cattolica, e di tutelare i suoi interessi religiosi. Per quanto riguarda più specificamente il blocco Nathan , Ullrich ne analizza la genesi , i protagonisti , le componenti , l' operato e il significato per la storia d'Italia nell'età giolittiana. Sono pagine interessanti ed equilibrate nelle quali mi è sembrato di cogliere una particolare preoccupazione: quella di non snaturare, sopravvalutandola o sottovalutandola, l'esperienza bloccarda di Roma. Scrive -infatti il relatore al riguardo: Il Campidoglio di Ernesto Nathan non sarà il centro da cui