Rassegna storica del Risorgimento
MONETA ERNESTO TEODORO; SOCIALISMO ITALIA 1897-1902
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Libri e periodici
irradicrà il modello di schieramento su tutto il paese e specialmente verso Montecitorio; ma sarebbe ugualmente erroneo considerare il blocco Nathan ed i blocchi che così numerosi si formano in tutto il paese a livello amministrativo e nelle elezioni anche politiche, come un fatto marginale o comunque in contrasto con le grandi linee della politica parlamentare (p. 77).
A Nathan, principale protagonista della vicenda qui esaminata, sono opportunamente dedicate due .relazioni.
La prima è di Romano Ugolini, che da anni svolge pazienti e, a giudicare dai risultati fin qui resi noti, fruttuose ricerche per far luce sulla vita e sull'operato di un personaggio come Nathan ingiustamente trascurato o inadeguatamente valutato in sede storiografica. Proseguendo il discorso avviato al Convegno di Ostia del 1976 sull'associazionismo mazziniano (dove si era diffusamente occupato della famiglia Nathan), Ugolini, sulla base di ben 600 lettere trovate in archivi pubblici e privati, ripercorre le tappe principali della vita di Ernesto, mettendo tra l'altro in evidenza il ruolo svolto in seno alla Massoneria (della quale fu per alcuni anni Gran Maestro) e i contatti avuti con Umberto I e con Vittorio Emanuele III a sostegno di un ordine liberale di matrice sonniniana. Un'attenzione speciale dedica il relatore alla formazione etico-politica di Ernesto e alla coerente costanza con cui, vita naturai durante, questi professò e diffuse l'ideale mazziniano ( Muoio, come ho vissuto, nella fede di Giuseppe Mazzini , scriverà nel testamento). Ma è soprattutto sulla presenza di Nathan nella vita politica, specie romana, che Ugolini si sofferma. Allievo, oltre che di Mazzini, anche di Giuseppe Garibaldi (specie sul terreno della prassi politica), Nathan partecipò, a partire dagli anni Ottanta, alle vicende nazionali e locali, distinguendosi per la sua posizione super partes (il suo partito fu la Massoneria, alla quale si iscrisse il 24 giugno 1887) e per la sua disponibilità al dialogo con tutti, anche con parroci e cattolici che mostrassero una iniziativa non legata a disposizioni provenienti dall'alto [...] (p. 147). La relazione, per un verso chiarisce molti aspetti della vita politico-amministrativa di Nathan e per l'altro pone una serie di problemi che forse solo il ritrovamento delle carte del leader massonico potrà aiutare a risolvere. All'amico Ugolini l'augurio di trovare quelle carte e di darci presto una documentata biografia di E. Nathan.
La seconda relazione sul personaggio Nathan è di A.A. Mola, ed è centrata sui rapporti tra Nathan e la Massoneria. Di quest'ultima Ernesto fu a lungo (per circa un trentennio) esponente dì primissimo piano. Membro della Giunta di Governo dell'Ordine a partire dal 1892, fu Gran Maestro dal 1896 al 1903 e dal 1917 al 1919. succedendo rispettivamente ad Adriano Lemmi e ad Ettore Ferrari. Durante la sua prima Gran Maestranza, Nathan ebbe il suo da fare per ridare prestigio e credibilità ad un'organizzazione cui si imputavano scandali politico-finanziari e riti satanici. Furono anni, quelli compresi tra il 1896 e il 1903, nei quali Nathan sì impegnò a fondo per accentuare la già diffusa tendenza alla laicizzazione della vita di Loggia e per gettare le basi della futura politica bloccarda (nel 1899, in occasione delle amministrative romane, egli chiamò a raccolta, in un unico fronte liberale , tutte le forze che volessero distinguersi da quello che la Massoneria considerava come il vero nemico: ì clericali; e, sempre in quell'anno, in luglio, fu lui a mediare la convergenza fra Giolitti e Zanardelli e a promuovere il blocco parlamentare tra liberaldemocratici e radicali, piattaforma sulla quale di 11 a poco sarebbe nato il governo Zanardelli-Giolitti). Nella prospettiva di fare della Massoneria il partito dello Stato, alternativo allo Stato dei partiti (p. 273), Nathan gettò un ponte anche in direzione dei socialisti, auspicando, in uno scritto del 1903 intitolato La vita italiana attraverso /' Annuario , una triplice repub-blicano-radicale-socialista . La stagione dei blocchi popolari era praticamente cominciata. Su queste ed altre vicende lungamente si sofferma Mola in una relazione che contribuisce a chiarire molti aspetti della vita di Nathan finora oscuri. Restano da risolvere alcuni problemi di fondo: ad es., quello posto da Ugolini nella sua relazione: perché una così rapida ascensione di Nathan alla suprema carica della Massoneria? Forse perché negli anni precedenti il 1896, quando la Massoneria era dominata da Lemmi e da Crispì, Nathan a più riprese levò la voce contro le deviazioni e gli scandali che da più parti, dentro e fuori l'organizzazione massonica, venivano addebitate ai vertici del Grande Oriente, rendendosi in tal modo interprete di un'esigenza di rinnovamento morale e di cambiamento di indirizzo