Rassegna storica del Risorgimento

MONETA ERNESTO TEODORO; SOCIALISMO ITALIA 1897-1902
anno <1987>   pagina <255>
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Libri e periodici
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politico in senso superpartitico largamente diffusa tra i massoni del tempo, e ponendo così la sua candidatura alla Gran Maestranza?
Con la relazione di Cosimo Ceccuti si entra nel vivo della discussione sull'ammini­strazione Nathan. Quali furono i rapporti tra questa e il governo centrale e più in particolare tra il leader del blocco e Giovanni GiolittL? Ceccuti ripercorre le fasi che caratteriz­zarono, tra il 1907 e il 1911, il dibattito parlamentare sulla legislazione in favore di Roma, sottolineando in particolare due aspetti: l'emergere di alcuni problemi di fondo destinati a superare i limiti cronologici dell'età giolittiana (rapporti tra espropri e proprietà privata, superamento dello Stato e del comune assistenziali, difesa del paesaggio...); e la marcata politicizzazione della discussione e della problematica affrontata, dovuta alle forti tensioni allora registrate a Montecitorio tra sostenitori e avversari dell'Amministrazione sinistrorsa capeggiata da Nathan. Quanto ai rapporti tra quest'ultimo e Giolitti, Ceccuti ne sottolinea la positività, anche se, a differenza di altri <ad esempio, di Cafagna: p. 49 s.) non parla di un vero e proprio appoggio a Nathan da parte dello statista piemontese, ma, più cautamente, di una sorta di simpatia che sarebbe corsa tra i due <p. 323).
I servizi dell'Amministrazione Nathan sono al centro dell'ampia relazione di Ga­briella Ciampi, che si propone di dare una risposta all'interrogativo: riuscì la Giunta bloccarda ad imporre una realtà municipale diversa, ad effettuare, rispetto alle amministra­zioni precedenti, un effettivo salto di qualità per gettare le basi di una grande metropoli? Secondo la Ciampi, non mancarono, nell'operato degli amministratori del tempo, contraddi­zioni e limiti (ad esempio, sostanzialmente fallimentare fu il bilancio della pubblica istruzione nell'Agro Romano), né mancò una sorta di filo diretto che tenne legata l'Amministrazione Nathan all'amministrazione precedente (Nathan. in sostanza, avrebbe raccolto i frutti di molte iniziative avviate dal suo predecessore); ma, nel complesso, il salto di qualità ci fu, e fu frutto non tanto di maggiori disponibilità tecniche, quanto della capacità di individuare più nettamente i problemi e di addivenire a scelte, di tradurle in azione, mossi da un impegno che trovava le sue motivazioni in un più avvertito senso della res publica e del dovere di concreta difesa del cittadino (p. 195).
Sul problema edilizio si sofferma, in una lucida e puntuale relazione, Vincenzo G. Pacifici, che, da buon conoscitore delle vicende politico-amministrative di Roma dopo Porta Pia, si rifa alle passate vicende edilizie (a partire dal primo piano regolatore compiutamente definito, quello del 1883 dovuto ad Alessandro Viviani) per cercarvi le radici e le premesse dei provvedimenti adottati dall'Amministrazione Nathan (acutamente Pacifici osserva che se è vero che Nathan prese decisioni di cui si giovarono le successive amministrazioni, è pur vero che si basò su provvedimenti, progetti e problematiche impostati dalle Giunte precedenti : p. 200). Impostato il discorso in questa maniera, Pacifici svolge un'analisi distaccata e serena dell'operato dei bloccardi in un campo delicato come quello edilizio, evitando quei giudizi netti e definitivi (in senso apologetico o giustiziere) che in passato hanno talvolta caratterizzato il dibattito storiografico su Roma capitale. Dopo aver citato una significativa frase di Nathan ( non si può sperare di far di Roma una città ideale di colpo. Occorre tempo e denaro), Pacifici, in un giudizio conclusivo sul piano edilizio deLl'Amministrazione-Nathan afferma: Il "piano" nel suo insieme, privo di pagine di alta originalità, ha il merito e, si consenta, il pregio di non voler rompere con il passato, rappresenta una fase del cammino storico di una città, già sede di un Impero mondiale, posta, nel quadro politico moderno e contemporaneo, in un ruolo pieno di insidie, di interrogativi e di indispensabili adempimenti. T problemi strutturali della città, enormi e numerosi all'avvento della Giunta Nathan, non diminuiscono di intensità alla sua caduta (p. 252).
Michel Dumoulin si occupa delle Présences économlques étrangères à Rome durant l' età giolittiana . Sottolinea l'importanza di una storia per così dire a tutto campo, avvertendo preliminarmente che la lecture des phénomènes économlques implique souvent le recours à la longue durée v (di qui, nel suo interessante intervento, i continui ed opportuni riferimenti alle vicende storiche della città in anni estranei all'età giolittiana). Passando poi a les sources et la specifiche de l'economie romaine , Dumoulin afferma che, nel periodo considerato, Rome n-a pas été un pòle de développement économique (p. 335).