Rassegna storica del Risorgimento
CARBONERIA ; SALERNO ; MOTI 1820
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1921
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MATTEO MAZ2I0TT7.
erano riusciti a prevalere nelle tre vendite dapprima formate nel capoluogo : La Croce stellata, di cui divenne gran maestro il Macchja-roli, la Risorta dei buoni <ragini,fM i Normanni che presero a capi Giuseppe Bongiovanni e il giovaap medico Pietro Sessa.
V. Nei comuni dei distretto di Salerno notavano per autorità ed influenza Carminantonio d'amato tu Franceseantonio di anni 43 possidente Ai S. Angelo, casate' tei comune di Sanseverino, appartenente a la vendita del luogo l figli del trionfo dell'amicizia, Pasquale Lombardo di Pisciano, Domenico Cicalese e Raimondo Grimaldi ufficiale dei militi, ascritti alla vendita La Bella Aurora di Nooera.
'ÌSFel capoluogo del distretto di Campagna primeggiavano come settarii il maggiore dei militi Antonio Stassano, il canonico Bernardo Bondinelli, Francesco Mercato, Donato ed Agostino Zappulli, i canonici Romualdo e Biagio Castagna, soliti ad adunarsi, per lo prìì la sera, nella sacrestia della cattedrale. Il sottointendente di Campagna, un tale Gipri'ani, accortosi che di tali convegni si buccinava molto in paese, consigliò i carbonari a scegliere altro luogo di riunione, ed infatti essi, seguendo il suggerimento, scelsero il refettorio del convento dei frati osservanti.
Nei comuni dello stesso distretto esercitavano larga influenza i .tre germani Marcelli di agiata famiglia di Valva. Il primogenito Domenico, rimosso-, giusta parere del Consiglio di Stato del 6 agosto 1813, da vicario capitolare della diocesi di Ascoli Satriano per accusa di carboneria, era stato deferito nel 1815 alla Gran Corte criminale che, il 22 agosto dell'anno successivo, dichiarò estinta l'azione penale. Era allora gran maestro della Vendita di Valva denominata I Martiri dell'Ordine. Gli altri due fratelli, Emanuele insignito della croce di cavaliere, e Francesco, complicato con Domenico nello stesso processo, avevano con lui dovuto subire il domicilio forzoso in Napoli fino al gennaio 1818, quando il Governo permise loro il ritorno al paese nativo. La popolazione andò incontro ad essi festante con bandiere tricolori (1). Tra i più operosi carbonari del distretto era
(1) Biblioteca V. E. di Roma, Miscellanea del Risorgimento, fase 105.