Rassegna storica del Risorgimento
FERDINANDO II RE DELLE DUE SICILIE; SICILIA STORIA 1830-1837
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1987
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Alfonso Scirocco
sconfessione delle direttive del precedente governo, che fu inserito nella Collezione delle leggi. Tra l'altro il monarca prometteva una retta ed imparziale amministrazione della giustizia ed un pronto alleviamento del carico fiscale. L'il novembre seguirono provvedimenti per la riduzione delle spese della Corte; l'il gennaio 1831 un decreto, preceduto da un rendiconto sulle finanze della parte continentale del regno, stabilì una serie di economie ed una ritenuta su stipendi e pensioni che permettevano la diminuzione del 50 del dazio sul macinato imposto nel 1826; un altro decreto in pari data prevedeva la riduzione delle spese dei comuni, e consentiva la diminuzione dei dazi comunali più gravosi alla classe bisognosa . 3)
I criteri adottati da Ferdinando II per sanare quelle che nel proclama deH'8 novembre erano state definite le piaghe profonde si sarebbero presto mostrati inadeguati, ma non è un problema che ci interessa in questo momento. Qui volevamo mettere in evidenza il dinamismo con cui agì il re appena assunto al trono, l'immediata definizione di misure che interessavano tutto di settore della finanza centrale e locale, la preoccupazione dichiarata per le classi meno abbienti, limitatamente, però, alle province continentali. Meno pronti furono i provvedimenti per la Sicilia. Lo stesso giorno della elevazione al trono il re esonerò dall'incarico l'odiato marchese delle Favare 4> e nominò Luogotenente il fratello conte di Siracusa, inviando per il momento a Palermo il generale Vito Nunziante; così appagava l'amor proprio dei siciliani, che si vedevano di nuovo governati da un principe della Casa Reale.5) Decisioni più impegnative si fecero attendere.
II sovrano nel preambolo al primo decreto dell'I 1 gennaio '316> giustificò la precedenza data alla parte continentale del regno con lo squilibrio nelle finanze seguito alla rivoluzione del 1820.
I nostri domini al di là del Faro, egualmente a Noi cari, hanno simultaneamente richiamata tutta la nostra attenzione dichiarava il re . Il nostro amato real Fratello
3) Cfr. A. SCIROCCO, Dalla seconda Restaurazione alla fine del Regno, in AA.W., Storia del Mezzogiorno, voi. IV, // Regno dagli Angioini ai Borboni, Roma-Napoli, 1987, pp. 689-762, e la bibliografia ivi citata.
4) Sulla estromissione di Pietro Ugo delle Favare, costretto a lasciare immediatamente Palermo e non più autorizzato a ritornare in Sicilia, si veda F. GUARDIONE, op. cit, p. 59 sgg., dove si afferma che il marchese aveva riso beffardamente di Ferdinando II, reggendo costui da vicario il regno . Nella corrispondenza tra Ferdinando ed il Luogotenente nel periodo del vicariato, tra l'ottobre 1829 ed il luglio 1830, non c'è traccia di risentimento da parte del principe, che approva e loda le iniziative del marchese; anzi il 19 giugno 1830 si dichiara lieto per la riconferma nella carica di Luogotenente decisa dal re e manifesta la sua soddisfazione nel vederlo continuare ad occupare un posto nel quale pel suo zelo attaccamento e lumi potrà ancora prestare degli utili servizi al sovrano. 11 carteggio è in ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI (d'ora in poi A.S.N.), Archivio Borbone (d'ora in poi A.B.), fascio 648.
5) Sugli effetti positivi del provvedimento cfr. A. SAITTA, Le riforme di Ferdinando II ih Sicilia nel giudizio dei diplomatici della monarchia di luglio, in Annuario dell'Istituto storico italiano per l'età moderna e contemporanea, voi. VI (1954), Roma, 1954, p. 185, nota 1.
6) ci riferiamo al decreto n. 104 portante una nuova ritenuta sui soldi e sulle pensioni, e la diminuzione di metà del dazio sul macino .