Rassegna storica del Risorgimento

FERDINANDO II RE DELLE DUE SICILIE; SICILIA STORIA 1830-1837
anno <1987>   pagina <279>
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Ferdinando II e la Sicilia
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denti anche perché ineseguiti o male eseguiti. Nel 1830 la morte a breve distanza del Medici e di Francesco I fa sperare che si chiuda un'epoca della politica borbonica e che il re, ammirato per i suoi primi atti anche in Sicilia, pensi all'isola con una diversa mentalità.9)
Perciò la prima visita di Ferdinando II, dall'll luglio al 3 agosto del '31, suscitò un entusiasmo indescrivibile, attestato unanimamente dai contempo­ranei. A Palermo (dove erano nati sia il re che il fratello durante l'esilio dei Borboni) secondo la consuetudine dell'epoca furono staccati i cavalli della carrozza reale,10) e manifestazioni popolari si rinnovarono in tutte le località toccate dal sovrano.
Ad Armando Saitta, sulla scorta di una relazione del console di Francia a Palermo del 28 luglio, è sembrato che nel ricordo sia stata esagerata l'accoglienza riservata al re e che la delusione palesata dai siciliani prima ancora che terminasse la visita sia da giudicare espressione di impazienza eccessiva e di immaturità politica.1')
In realtà sia l'entusiasmo iniziale che la delusione finale erano ben motivati. Con i provvedimenti presi nel gennaio per le province continentali il re era sembrato agire secondo una precisa strategia: economie per iì contenimento del deficit del bilancio statale, effettivamente portato al pareg­gio in pochi anni, e più equa distribuzione del carico fiscale, con lieve aggravio per la borghesia impiegatìzia e consistente alleggerimento per le classi povere. I benèfici risultati dei decreti dell'I 1 gennaio erano stati illustrati ed enfatizzati dal Giornale del Regno delle Due Sicilie, dove era stata pubblicata una serie di rendiconti sulla diminuzione dei dazi consumo nei comuni meridionali.
Intanto erano state poste le premesse per l'adozione delle provvidenze annunziate per l'isola. Il 4 gennaio èra stato nominato un ministro presso il Luogotenente a Palermo, nel marzo si era insediato il conte di Siracusa. C'erano tutte le ragioni per ritenere che il governo avesse avuto tempo e modo di individuare i mezzi più opportuni per rendere prospera l'ammini­strazione dell'isola, secondo il preambolo del decreto dell'll gennaio, e che il re portasse quello che oggi chiamiamo un pacchetto di decreti non meno incisivi di quelli adottati nel Mezzogiorno. Che la prontezza dei provvedi­menti fosse nelle aspettative generali è attestato già nel maggio dal ministro degli Esteri francese. Questi, esaminando un rapporto inviatogli da Napoli il 12 aprile, giudica rincrescevole che la presenza di un fratello del re a Palermo non abbia potuto ancora produrre i risultati favorevoli che si attendevano da questa misura e giustifica la cosa con la brevità del tempo.
9) La Sicilia, che invano aveva sperato regnando Francesco I [...], esultò anch'ella, e le manifestazioni del programma ritenne dovessero cancellare i ricordi infausti lasciati dall'avo e dal padre. E sperò; se bene questa volta non avesse con petizione rinnovato il voto in quelle franchigie, che credeva l'avessero potuto non tenere ligia a Napoli [...]. D! ammirazioni al novello sovrano furon prodighi i siciliani, non meno che ì napoletani, e, dopo tanto acclamare, si attese con ansia e con giubilo un rinnovamento : F. GUARDIONE, OD. cH., voi. I, p. 59.
K) Giornale del Regno delle Due Sicilie, 16 luglio 1831, Cfr, F. GUARDIONE, op. cit, p. 73.
) A. SAITTA, art. cit., p. 185 sgg.