Rassegna storica del Risorgimento

FERDINANDO II RE DELLE DUE SICILIE; SICILIA STORIA 1830-1837
anno <1987>   pagina <283>
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Ferdinando II e la Sicilia
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manifatture, e fu istituita una società economica in ciascuno degli altri capoluoghi di valle, con una commissione da essa dipendente in ogni comune: la deliberazione veniva incontro alle aspirazioni della cultura siciliana, ma non aveva incidenza immediata. Di nessun valore innovativo, poi, era la proroga del divieto di importazione di grani esteri, risalente al '28.
Un fatto importante, finora del tutto ignorato, è il confronto aperta tra la Luogotenenza e il ministero napoletano, ottenuto dalle insistenze del conte di Siracusa. Il re espresse più volte la sua soddisfazione e gratitu­dine per la sincerità e l'impegno del fratello; H> quindi all'inizio del '32 permise che il Campofranco si recasse nella capitale per cercare di risolvere le questioni pendenti.24) Vedendo che una commissione di ministri da lui nominata per discutere col Campofranco non procedeva con la celerità desiderata, decise di far trattare tutti i problemi alla sua presenza in Con­siglio di Stato. Le sedute, di cui ci restano le conclusioni, furono tenute il 20, 21, 22 e 27 marzo; *> esse risultarono un approfondito esame della situa­zione siciliana, ed anche una definitiva messa a punto dei limiti entro i quali il governo intendeva muoversi nelle concessioni all'isola.
Nel preambolo delle Decisioni erano precisati inequivocabilmente l'unità delle istituzioni ed il rifiuto di ogni forma di autonomia,27* ed a questi criteri erano ispirate le deliberazioni. Se per la rettifica della procedura penale si raccomandava (al punto 3) di tenere presenti tra le altre sagge osservazioni quelle fatte da distinti magistrati siciliani , viceversa alle Direzioni generali dei rami finanziari si prescriveva di rettificare i metodi di scrittura secondo i regolamenti napoletani (punto 5), anzi i ministri di Finanze e di Interni dovevano proporre ifunzionaii da spedire in Sicilia, tanto per coordinare i diversi rami di amministrazione, che per piantare le scritture con metodi in osservanza in questa parte dei Reali Dominii (punto 6); qualche idoneo impiegato napoletano era previsto per il momento in cui si sarebbe data esecuzione alla rettifica del catasto (punto 8); per l'arretrato e i disguidi nella esazione delle cosiddette decime e altre rendite riguardanti beni eccle­siastici e luoghi di beneficenza si proponevano per la Sicilia i regolamenti in proposito vigenti nel Mezzogiorno (punto 4). Questo era il punto di rife-
2?) Decreto 12 novembre 1831.
23) Cfr. la lettera del 12 gennaio 1832, A.S.N., A.B., f. 753.
24) Ferdinando II al fratello, Napoli 2 febbraio 1832, ivi. In questa e in molte altre lettere del fìtto carteggio con Leopoldo il re esprime le sue preoccupazioni per la situazione europea, e tocca i problemi della difesa del regno, dell'utilizzazione delle forze armate, della sorveglianza dei rivoluzionari. Sull'attività di prevenzione e di repressione della polizia molto in F. GUARDIONE, op. di.
25) Ferdinando II al fratello, Napoli 22 marzo 1832, A.S.N., A.B., f. 753.
29 Un fascicolo intitolato Decisioni di Sua Maestà prese nel Consiglio ordinario di Stato per gli Affari di Sicilia coll'lntervento del Consigliere dì Stato principe di Campofranco e del ministro segretario di Stato onorarlo marchese Nunziante è ivi. Le risoluzioni prese sono elencate in 28 punti.
27) Sua Maestà dichiara che le leggi giudiziarie ed amministrative non devono essere diverse Ira le due parti dei suoi Reali Dominii, salve solamente quelle variazioni che le circostanze locali rendessero indispensabili (ivi).