Rassegna storica del Risorgimento
FERDINANDO II RE DELLE DUE SICILIE; SICILIA STORIA 1830-1837
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1987
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Alfonso Scirocco
rimento dell'azione governativa. Per di più, nei limiti di un'ottica puramente amministrativa, era disattesa la giusta richiesta di normalizzazione delle finanze dell'isola, nell'interesse delle province continentali.
Nelle lunghe discussioni furono trattati tutti i problemi sul tappeto: rettifica del catasto e imposte, spese militari, cabotaggio, spese comuni alle due parti del regno, bilancio della Sicilia, debito pubblico siciliano. Alcune decisioni furono formalizzate in decreti pubblicati nel marzo. Tra essi spiccano tre provvedimenti: quello che tende a portare a compimento l'annoso problema dei giudizi per lo scioglimento delle soggiogazioni, e, tra l'altro, fissa improrogabilmente entro sei mesi il pagamento delle annualità arretrate da parte dei debitori (12 marzo); un decreto che consente di giudicare fino ad ottobre con forme sommarie e con minorazione di pene i rei di misfatti detenuti, o i latitanti che si presenteranno entro il 15 luglio (20 marzo); l'abolizione del dazio consumo sulla carne in tutti -i comuni non capoluoghi di valle (27 marzo).
La Luogotenenza otteneva in qualche modo l'auspicato ventaglio di interventi intesi ad influire sulla vita isolana a vari livelli: con una ridistribuzione delle terre attraverso le assegnazioni connesse allo scioglimento delle soggiogazioni, premessa all'ammodernamento dell'agricoltura ed allo sviluppo dell'economia, con un miglioramento dell'ordine pubblico favorito dal buon funzionamento della giustizia, ed, infine, con l'attenuazione della miseria dei ceti popolari. Nel preambolo del decreto per l'abolizione del dazio sulla carne, era messo in evidenza il proposito di alleviare i sudditi dalle imposte più onerose, e si sottolineava che si eliminava appunto la più onerosa, perché si opponeva alla prosperità della pastorizia e dell'industria agraria e gravava su un genere di prima necessità.
Inoltre, per rendere più efficiente la macchina burocratica palermitana, il 23 aprile fu affiancato al Mastropaolo come ministro il Campofranco, con l'incarico di finanze, interni ed esteri; al Mastropaolo furono attribuiti giustizia, affari ecclesiastici e polizia. Restarono con i loro compiti i tre direttori. Lo sdoppiamento dei ministeri sottolineava il carattere amministrativo della Luogotenenza.
Se Ferdinando II aveva avuto l'idea di venire incontro in qualche modo alle richieste di autonomia dei siciliani (e la nomina del fratello mostra che un dubbio sulla validità dei criteri adottati dopo il 10 dovette averlo) nel marzo '32 la sua disponibilità fu soverchiata dalla decisa opposizione dei ministri. L'ampia discussione avvenuta nel Consiglio di Stato, da noi per la prima volta segnalata, rappresenta il momento decisivo delle scelte politiche nei riguardi della Sicilia, con la conferma della linea di unificazione del regno sulla falsariga del modello napoletano, imposta dal Medici nel 1816. La vivacità del dibattito tra napoletani e siciliani, e le motivazioni profonde della diffidenza verso la classe dirigente isolana, identificata con la nobiltà,
2 Decreti di minore importanza riguardano disposizioni circa la dispersione o distruzione dei registri dello stato civile (12 marzo); l'istituzione a Palermo di una direzione centrale di statistica (13 marzo), utile per la conoscenza della realtà isolana, da collegare al decreto del 9 novembre '31; la nuova pianta organica della Corte dei conti (20 marzo); disposizioni circa la bonifica di dazi su alcune mercanzie (26 marzo). '