Rassegna storica del Risorgimento

FERDINANDO II RE DELLE DUE SICILIE; SICILIA STORIA 1830-1837
anno <1987>   pagina <285>
immagine non disponibile

Ferdinando II e la Sicilia 285
sono espressi nella lettera che il re dirige il fratello per convincerlo della bontà delle decisioni.
Ti assicuro che non mi è costato poca fatica il conciliate le vertenze insorte a quest'oggetto tra i ministri di questa parte e di costà volendone ognuno di troppo dal canto suo ed essendovi state questioni animatissime scrive il sovrano . Quello però che ho risoluto è stato nelle vedute di giustizia, essendomi guardato bene d'inclinare più da un lato a discapito dell'altro, ed essendomi ugualmente a cuore gli interessi di tutte e due le parti del regno. Tocca ora a le l'esecuzione, la quale non ti credere che sarà senza ostacoli, essendo il Baronaggio costà ancora molto forte ed influente, risolvendosi tutte le competenze giudiziarie o amministrative in favore di essi e dei facoltosi, ed a danno dei poveri, che sono sacrificati nella ripartizione delle imposte, né la loro miseria eccita alcun sentimento di compassione, ma si calcola ed amplifica solamente nelle occasioni per imporne al governo, onde trarlo alle loro vedute .
Il re, perciò, raccomandava al fratello di stare in guardia dalla nobiltà, di sollecitare la divisione delle promiscuità demaniali, per dare qualche proprietà ai comuni ed alleviare la miseria, di sostituire gii impiegati inef­ficienti con altri aventi d necessari requisiti di probità, zelo ed idoneità all'esatto adempimento dei propri doveri . 29>
Per il governo napoletano l'interlocutore in Sicilia restava la feudalità, di cui diffidava profondamente e che contava di indebolire con i provvedi­menti riguardanti le soggiogazioni. Una politica intesa ad assicurare ai Borboni l'appoggio della borghesia non fu neanche tentata: nell'ambito della concezione assolutistica, perdurava l'antica linea di un governo dall'alto, giusto perché paterno; e questo diventava una specie di camicia di forza col mutare dei tempi, degli interessi, delle opinioni politiche . *8 Lo stesso modesto disegno riformistico fu condotto avanti senza energia. Si sussegui­rono proroghe di termini da tempo stabiliti riguardanti le soggiogazioni (4 aprile 1831, 21 maggio e 15 ottobre 1832, 12 marzo 1833, 2 maggio 1834) e la intitolazione dei ruoli censuari (6 agosto 1832, 2 giugno 1833), ma soprat­tutto l'andamento degli affari risentì della lentezza burocratica precedente­mente segnalata.
Su di essa insiste Paolo Alatri, al quale si deve l'attento esame della documentazione sulla Luogotenenza Siracusa dell'Archivio di Stato di Pa­lermo. L'Autore, dopo aver elencato ì molti provvedimenti, riguardanti anche la rettifica del catasto fondiario, gli organi delle amministrazioni statali, l'ordine pubblico,3" asserisce che
tuttavia, questa intensa e teoricamente proficua attività legislativa trovava un limite invalicabile in due ostacoli: la mala applicazione, affidata ad un burocrazia pigra e in gran
29) Lettera di Ferdinando II del 24 aprile 1832 (A.S.N., A3., f. 753). Altra lettera in pari data, ivi, è dedicata alla questione degli impiegati (da questa traiamo l'ultima citazione) e ritorna sull'urgenza dello scioglimento delle promiscuità.
30) G. CINGARI, op. cit., p. 39.
3j) p. A LATRI, Sulla Luogotenenza siciliana di Leopoldo, conte di Siracusa, e sul rapporti tra Napoli e Palermo sotto Ferdinando 11, in Archivio Storico Messinese, serie II, voi. V, 1953-1954, p. 62 sgg.