Rassegna storica del Risorgimento

FERDINANDO II RE DELLE DUE SICILIE; SICILIA STORIA 1830-1837
anno <1987>   pagina <286>
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286 Alfonso Scirocco
parte corrotta, e le lungaggini burocratiche con cui venivano condotte le pratiche governative e amministrative [...]. Anche le questioni più minute e secondarie passavano per si lunga trafila, che in sostanza lasciava ben poca autonomia amministrativa al governo luogo­tenenziale.32)
Non si trattava solo di lungaggini burocratiche. A poca distanza dalla nomina del Campofranco il Luogotenente protestò col re, sostenendo che le cose di Sicilia non potevano andare bene, o meglio non potevano andare avanti, perché tutto quello che si proponeva in favore del Tesoro dell'isola veniva risolto in contrario dai ministri napoletani.33) Ferdinando rispose duramente, elencando tutto quello che, a suo parere, si era fatto e si stava facendo per l'isola, ed accusando a sua volta la Luogotenenza di ritardi ed inadempienze.
Da tutto ciò io vorrei che tu fossi convinto proseguiva il re che la causa di sì grave inconveniente non è l'avversione che si suppone nei ministri napoletani pel vantaggio della Sicilia; non il difetto delle leggi e dei regolamenti; non il poco interesse che si abbia pel bene di cotesta isola, ma i pregiudizi siculi, la smania di separarsi dai domini continentali, senza volersi persuadere che mancano loro i mezzi e le risorse per poter ciò effettuare, e la scissura e contrarietà delle loro stesse opinioni, l'aderire pienamente alle quali, sii persuaso che non porterebbe che la rovina di cotesto paese [...].
Vedi perciò che l'uniformarsi strettamente agli ordini che vengono emanati da qui, il curarne la pronta esecuzione, l'adempire le disposizioni date per la rettifica di codesta amministrazione, e per tutti gli altri oggetti di non piccolo rilievo sono i soli mezzi come menare innanzi il governo costà, e fare il bene di cotesto paese, pel quale tu tanta cura giustamente prendi e pel quale oggetto io fo il sacrificio di tenerti da me lontano.34)
* * *
La Luogotenenza riteneva che gran parte delle disfunzioni nascesse dalla difficoltà di trattare i diversi problemi con i vari ministeri napoletani. Perciò il Siracusa ottenne all'inizio del 1833 il ripristino del ministero di Sicilia a Napoli; esso fu collegato all'abolizione delle regole e proporzioni stabilite nel 1816 tra napoletani e siciliani per il conferimento delle alte cariche dello Stato.35) L'istituzione del ministero è stata ritenuta da molti storici ispirata alla volontà di dare maggiore autonomia a Palermo nel campo amministrativo.36) Noi ricordiamo il dibattito del marzo '32, le cui conclusioni furono tutt'altro che favorevoli all'autogoverno dei siciliani (come
32) Jvi, p. 63 Sgg.
33) Leopoldo al re, Palermo 17 giugno 1832, A.S.N., A.B., f. 753. ) Ferdinando II al fratello, Napoli 26 giugno 1832, ivi.
35) Decreto 19 gennaio 1833.
36) Interpretazione favorevole alla tesi di una maggiore autonomia dell'amministrazione siciliana danno Guardlone, Moscati e Pontieri, contrari i più antichi Fardella di Torrearsa e Gualterio: cfr. P. ALATJU, op. cìU, p. 52 sgg. e nota 9.