Rassegna storica del Risorgimento
FERDINANDO II RE DELLE DUE SICILIE; SICILIA STORIA 1830-1837
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1987
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Alfonso Scirocco
dazio sul macino, che sembra stabilito esclusivamente per affliggere la parte più indigente della popolazione : mentre il ricco ed anche il piccolo proprietario adornano la mensa chi più chi meno con diverse vivande ed il pane forma l'ultima pai-te del loro sostentamento, all'apposto il tapino tutto il suo pranzo lo fa consistere in pane e rare volte vi aggiunge qualche poco d'erba . Per diminuire il ciazio occorre diminuire le spese dello Stato. Il Luogotenente, nell'ottica che ha ispirato i decreti dell'I 1 gennaio '31 per il Mezzogiorno, propone di sfoltire i ranghi dell'amministrazione, perché l'eccedente numero degli impiegati porta danni incalcolabili . Pensa a questo scopo alla riduzione delle vaili in cui è divisa la Sicilia. Non vede i danni di un provvedimento che diminuirebbe la capacità di intervento dello Stato nella vita del paese, una capacità già insufficiente, come riconosce subito dopo il Siracusa,
e La mancanza d'energia che come accennai diminuisce alla giornata la forza morale del governo anche deve calcolarsi. In tutto il tempo della mia Luogotenenza, per quanti ordini io abbia dati, non sono ancora riuscito a veder terminare le cause dello scioglimento dei diritti promiscui fra gli ex baroni ed i comuni [...]. Se ricapitolar volessi ad uno ad uno tutti i rami d'amministrazione da rettificare e tutti i disguidi che nascono per la pessima ed immorale condotta degli impiegati dovrei nausearvi non con una semplice enunciativa per mezzo di lettera ma con un voluminoso rapporto.
E perciò che debbo mio malgrado manifestarvi conclude il Luogotenente che conoscendosi una cancrena che va di giorno in giorno a svilupparsi in tutte le diverse parti del corpo, con paralizzare le azioni delle membra, bisogna prontamente saldo e virile riparo. Sarei quindi di sentimento di dover voi stesso portarvi qualche volta in Sicilia e trattenervici qualche tempo, sì per mettervi a giorno dello stato attuale della medesima ed informarvi di tutte le cose che meritano riforma, che per apportarvi quei rimedi che crederete più adatti a conseguire il suindicato fine e che io non posso fare senza molta perdita di tempo dovendo spedir prima i rapporti in Napoli . 38)
La richiesta dell'intervento personale del re non è senza ragione. Permane la sorda ostilità dei ministeri napoletani verso le esigenze prospettate da Palermo. Lo vediamo anche a proposito della miseria, un motivo sempre presente in un'altra importante fonte documentaria, la corrispondenza diplomatica francese. È una costante della storia della Sicilia, che preoccupa i rappresentanti di Luigi Filippo per le conseguenze che possono derivarne.39) Non meno preoccupate appaiono le autorità siciliane. In un rapporto del marzo '32 il duca di Cumia, capo della polizia, esamina la situazione delle varie valli Riportiamo quello che scrive per Palermo, valido per tutta risola:
Regna in alcuni individui di taluni comuni un certo spirito di liberalismo malinteso, non essendovi ancora in tutti cancellata l'idea della turbolenza del 1820; un malcontento per l'aspettazione della diminuzione dei dazi promessa all'incominciamento del nuovo governo. Contribuisce poi a tenere vivo e generale questo malcontento l'agricoltura quasi avvilita, molte amministrazioni comunali in disquilibrio, la comune miseria per infortuni dei replicati anni nelle campagne e le congiure comunali che in diversi comuni vengono
38) Luogotenente al re, Palermo 6 marzo 1833, A.S.N., A.B., f. 753. ) A. SAITTA, art. ciL, in particolare p. 192 sgg.
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