Rassegna storica del Risorgimento

FERDINANDO II RE DELLE DUE SICILIE; SICILIA STORIA 1830-1837
anno <1987>   pagina <289>
immagine non disponibile

Ferdinando II e la Sicilia
289
a comporsi di tasse testatiche per mezzo di transatti, il trovarsi i dazi in corrispondenza dì riveli del 1811 senza verificarsi la promessa della decennale rettificazione; ed altre consimili cagioni che dalla miseria prendono base. Quindi ben si vede che l'indigenza rende grave il peso dei dazi e la perversità talvolta degli esattori protetta da superiori agenti finanziari rende più pesante il dazio istesso ed inasprisce la miseria... . *)
XI re afferma di aver provato pena e sorpresa nel leggere quanto si riferisce relativamente alla generale miseria ed esteso malcontento .41) Sono i giorni in cui il principe di Campofranco è a Napoli e si discute dei provvedimenti per la Sicilia. Il 27 marzo è approvata l'abolizione del dazio consumo sulla carne, misura insufficiente. Sulla miseria diffusa nell'isola si sofferma di nuovo il Luogotenente nel giugno,42) e ritornano spesso le autorità isolane.
H 12 marzo del '33, in una delle prime sedute del Consiglio di Stato in cui si esaminano gli affari confluiti nel ricostituito ministero, si riferisce che nei rapporti da Palermo fino al 3 gennaio si è continuamente fatto cono­scere che tra i siciliani lo spirito pubblico è tranquillo, ma esservi un malcontento generale per la straordinaria miseria che li affligge, ed in conseguenza rendersi difficile la riscossione dei contributi, anche per la scarsezza del numerario . Il re decide che si rimettano direttamente al Luogotenente generale in Sicilia i rapporti anzidetti, onde, inteso il ministro ed i direttori proponga al più presto i mezzi per ovviarvi.*3) Un palleggia­mento di responsabilità priva di sbocchi, spiegabile con la posizione assunta dai ministri napoletani.
Più preoccupato di venire incontro alle esigenze dei siciliani appare il re. Nel gennaio del '33 invita il Luogotenente a curare in particolare Messina.44) Il 15 marzo, in risposta alla relazione sul primo biennio della Luogotenenza Siracusa, riconosce molto ben delineato e saggio il quadro dello stato morale, politico ed economico.
Il tempo ed un sistema costante del governo in promuovere e proteggere le persone dotate di virtù nel vigilare attentamente e con perseveranza l'amministrazione della giustizia, e nel procurare il pubblico bene sono i soli mezzi con i quali ottener si possa il migliora­mento dello spirito pubblico. La maggiore attenzione però e tutto l'impegno principalmente deve dirigersi alle vedute economiche, onde al più presto possa evitarsi quella miseria che è il male maggiore che afilige attualmente coteste popolazioni .
40; Relazione del duca di Cumia, Palermo 22 marzo 1832, allegata a lettera del Luogotenente del 25 marzo: A.S.N., A.B., f. 753.
4i) Ferdinando II al fratello, Napoli 10 aprile 1832, ivi.
*2) P, ALATRI, op. cit, pp. 76-81. L'originale della relazione, Palermo 25 giugno 1832, fatta dopo una visita del Luogotenente alle Valli di Caltanissetta, Girgenti e Trapani, in A.S.N., A.B., f. 753.
) A.S.N., Segreteria Particolare del Re, voi. 967.
<*) Ferdinando II al fratello, Napoli 19 gennaio 1833, A.S.N., A.B., f. 753. H re suggeriva di progettare un lazzaretto, un arsenale per la marina di guerra, un cantiere per costruzioni, un bacino per mettere a secco i legni.