Rassegna storica del Risorgimento
FERDINANDO II RE DELLE DUE SICILIE; SICILIA STORIA 1830-1837
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1987
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Ferdinando II e la Sicilia
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citata relazione del 1834. Il Pietracatella è un fedele servitore della monarchia, molto stimato da Ferdinando II, che appena salito al trono lo nomina ministro dell'Interno, e poi, costretto ad accettarne le dimissioni per ragioni di salute, lo chiama alla presidenza della Consulta; in seguito lo vorrà alla presidenza del Consiglio dei ministri. Uomo rigido, disinteressato, il Pietracatella si permette di dire al re quello che pensa, anche se si tratta di verità sgradite. La sua relazione sulla Sicilia, scritta dopo il secondo viaggio di Ferdinando II nell'isola47) è, appunto, una manifestazione della sua indipendenza e del suo dissenso dalle direttive della politica borbonica.
H re nel 1834 è tornato in Sicilia con la regina Maria Cristina e vi si è fermato dal 17 giugno al 1 agosto, accolto di nuovo trionfalmente, secondo il Guardione, che confuta vivamente chi, travisando i fatti e mettendo in dileggio la parola che registra il vero, ha osato sostenere che i siciliani allora non avessero bene accolto i due sovrani.48) Sulla valutazione dello stato d'animo dei siciliani dissente ancora il Saitta, o meglio un diplomatico francese da lui citato che il 10 luglio registra le preoccupazioni per i provvedimenti che il governo starebbe per prendere. Al posto di miglioramenti politici che reclama il popolo siciliano, si preparano, si dice, delle misure puramente amministrative . Si parla di stabilire un catasto, di una nuova ripartizione della fondiaria, di introdurre la coscrizione, di imporre una serie di tasse per condurre il paese ad un sistema di uniformità col Mezzogiorno, e di aumentare le rendite prelevate dalla Sicilia, contrastando la speranza dei siciliani di veder diminuire il carico che pesa su di loro e di cui reclamano lo sgravio con una asprezza vicina alla sedizione.49)
B Guardione ci obbliga a credere in una calda accoglienza popolare; il diplomatico francese ci parla di un conflitto tra speranze e bisogni, che potrebbe portare l'isola ad iniziative rivoluzionarie. Il Pietracatella, andato nell'isola come esperto di problemi amministrativi, è col secondo, ed inclina con lui al pessimismo. Nella prima parte della sua relazione ha illustrato le ragioni per cui la Sicilia è scontenta. Nella seconda esamina i possibili provvedimenti.
A suo avviso, è ancora grande la popolarità di Ferdinando IL Le acclamazioni con cui fu accolto mostrarono a quali speranze i siciliani si abbandonavano. La Sicilia prova pel suo re non avversione, ma un dispetto di non veder realizzati gli augurii che la lusingavano di un più prospero avvenire. Quali possono essere i rimedi? Ridare alla Sicilia il suo Parlamento, misura gradita e politica nel 1816 , sarebbe ora pericoloso: venuta meno la potenza dei feudatari e del clero, la Camera dei Comuni prenderebbe la preponderanza, e si ripeterebbero gli avvenimenti francesi del 1799.
47) Di un viaggio di Ferdinando II in Sicilia nel maggio 1832 parla ALATRI (art. cit., p. 75). In realtà il re visitò alcune province continentali, e da Reggio si trasferì a Messina, dove si trattenne il 17 e il 18 aprile, ritornando subito in Calabria: cfr. il Giornale del Regno delle Due Sicilie, aprile 1832 e M. Musei, Storia civile e militare del Regno delle Due Sicilie sotto il governo di Ferdinando li dal J830 al 1849, terza edizione, Napoli, 1855, voi. II, p. 113.
*) Op. cit., p. 117.
49> La lettera al ministro degli Ester! francese, datata Napoli 10 luglio, è in A. SAITTA, art. cit., p. 236 sgg., nota 2.