Rassegna storica del Risorgimento

FERDINANDO II RE DELLE DUE SICILIE; SICILIA STORIA 1830-1837
anno <1987>   pagina <292>
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Alfonso Scirocco
La seconda misura che si presenta è quella di compiere la separazione della Sicilia da Napoli, o, per dir meglio, restituir le cose nello stato pri­miero di due regni sotto lo stesso sovrano. Né si creda questa una bestem­mia politica , incalza il Pietracatella, prevedendo la reazione dei napoletani, e porta, a sostegno della sua tesi, l'esempio dell'impero spagnolo, formato da dominii retti da leggi ed istituzioni diverse, e dell'impero austriaco. Elenca, inoltre, i tentativi di unità e di fusione mal riusciti: la rivolta contro l'Inghilterra delle colonie americane, la difficoltà di tenere l'Irlanda, il di­stacco del Belgio dall'Olanda,
E per la Sicilia in particolare questo sistema di fusione è ora più che mai difficile: il sistema di una forza non è possibile, e nessuno saprebbe consigliarlo. Ma come applicare questi principii di separazione? La brevità d'una memoria non permette di scendere nei particolari, che han mestieri di matura discussione osserva l'Autore , ma se il principio è adottato la cosa è più facile di quello che si crede. In Sicilia non si troverà al certo alcuna opposizione, e tutto quello che ha il favore della pubblica opinione è sempre popolare ed accetto. Oltre i due proposti espedienti io non ne trovo altri afferma il Pietracatella . Se non che l'attuale sistema di lasciare andare ed attendere che gli avvenimenti sciolgano il problema è il più funesto consiglio: in caso sinistro tutto sì rifonde alla fatalità, e la fatalità non è, spesso, che la conseguenza degli errori .
Fatto sta che dal sistema di lasciare andare non riescono a scostarsi i governanti napoletani, come dimostrano due documenti conservati nel-rArchivio Borbone nello stesso fascicolo della relazione del Pietracatella. Sono dovuti con tutta probabilità alla segreteria particolare del re, istituita da Ferdinando II nel gennaio del 1831 per dirigere personalmente l'anda­mento degli affari.51) Nel primo, breve riassunto della relazione, la proposta di separazione da Napoli è definita
di discapito per l'opinione del real governo, non eseguibile senza ritornar indietro di trent'anni, senza sconvolgere l'amministrazione e la legislazione attuale, e non sostituendo alcun sistema qualora l'attuale sarebbe proscritto e l'antico non adottabile pel progresso di trent'anni; di rovina alla Sicilia perché, lontana dalla Corte ed affidata intieramente ai suoi non fiorirebbe, di peso maggiore al regno di Napoli cui dovrebbe costare nuovi sacrifici, ineseguibile senza una rappresentanza nazionale*52)
L'ipotesi di una svolta nella politica verso la Sicilia, certo né facile né indolore, è totalmente respinta. Al solito, si conferma il proposito di una maggiore cura nel governo dell'isola. Il Pietracatella, alla fine della sua relazione, ha raccomandato che si provveda urgentemente all'ammini­strazione della giustizia, all'arxmiinistrazione provinciale, comunale e di bene­ficenza, al controllo della spesa pubblica, all'istruzione, alla definizione di
s) Relazione al re, cit.
si) A. SCIROCCO, op. cit, p. 702.
52) il documento, s.d. e ;!., è in A.S.N., A.B., f. 807/11.