Rassegna storica del Risorgimento

FERDINANDO II RE DELLE DUE SICILIE; SICILIA STORIA 1830-1837
anno <1987>   pagina <293>
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Ferdinando II e la Sicilia
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questioni riguardanti le finanze, ad incoraggiare l'industria e il commercio venendo incontro alle richieste sul cabotaggio. a> Solo alcuni di questi punti sono presi in considerazione dalla segreteria del re: unico risultato della memoria del Pietracatella è la decisione di portare in Consiglio dei ministri la questione del cabotaggio e i rapporti tra la Tesoreria siciliana e quella napoletana.54) Di fatto, come abbiamo già visto, due anni dopo, nel '36, i diplomatici francesi elencano ancora gli stessi problemi, ai quali non è stata data soluzione.
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Per di più nel 1835 Ferdinando II richiamò il fratello, temendo, forse, che la presenza del conte di Siracusa aumentasse le aspirazioni autonomi­stiche dei siciliani. I rapporti tra il re e Leopoldo, generalmente affettuosi,55) si erano incrinati. Evidentemente nell'estate '34 il contatto diretto con la realtà isolana aveva deluso il re. Il 31 luglio, da Napoli, l'incaricato d'affari francese, tracciando un ampio quadro delle correnti d'opinione esistenti in Sicilia, notava, tra l'altro, la delusione per l'abbandono delle misure decise in Consiglio per la Sicilia, successo delle idee retrograde sulle idee di progresso , e dava per imminente il richiamo del principe. 19 In effetti Ferdinando II ormai condivideva la diffidenza dei suoi ministri verso le richieste dei siciliani e verso la Luogotenenza che se ne faceva sostenitrice.
Bisogna esser ben persuasi scrive seccamente all'inizio dell'anno che qui non sono rimessi gli affari per semplice intelligenza, o per essere assolutamente sanzionati, ma per approvarli, rigettarli, e dirigerli con quéi principii, che saggi o erronei che siano, non può averli ed applicarli che colui, che trovasi al centro del moto governativo di un regno.
Giacché poi siamo a questo assunto non voglio celarti che semprepiù mi convinco che non sei tu costà ben seguito, che sia mancanza di lumi, sia raffreddamento di zelo dei principali funzionari del governo, ho il dispiacere di veder continuare, anzi aumentar dei difetti che, nuocendo essenzialmente al bene del mio servizio, e per conseguenza alla cosa pubblica, io non posso, né devo ulteriormente tollerare .57)
Era la premessa al richiamo del fratello avvenuto nel marzo. Luogote­nente fu il principe di Campofranco.58) Anche nell'apparenza, perché solo
53) Relazione al re, cit.
54) Si veda una minuta a matita, s.l. e s.d., in A.S.N., A.B., f. 807/11. Dati sulle percezioni doganali relative al cabotaggio e sui rapporti tra le due tesorerie furono presentati dal Campofranco nel marzo '32: A.S.N., A.B., f. 853.
55) Fa eccezione un momento, nella primavera del '32, in cui il re rimprovera severa­mente il fratello perché ha lasciato Palermo per la visita delle valli di Caltanissetta, Girgenti e Trapani, portando con sé le principali autorità e lasciando un vuoto di potere, mentre il Campofranco è a Napoli. Le lettere del re del 29 aprile, 19 maggio e 5 giugno, e le repliche di Leopoldo sono in A.S.N., A.B., f. 753.
56) In A. SAITTA, art. clt., doc. Vili, p. 283 sgg.
57) II re al fratello, Napoli 5 gennaio 1835, A.S.N., A.B., f. 987.
58) Il conte di Siracusa lasciò Palermo 11 1 marzo 1835. Il Campofranco lo sostituì