Rassegna storica del Risorgimento

FERDINANDO II RE DELLE DUE SICILIE; SICILIA STORIA 1830-1837
anno <1987>   pagina <296>
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Alfonso Scirocco
riduzione delle spese, e la debolezza infine che scorgesi nello andamento del governo in cotesta parte dei miei domini, che diminuendo sommamente l'opinione dello stesso, nuoce non poco alla Sicilia intera..,.635
Ferdinando II ha la sensazione di non riuscire in nessun modo a con­trollare l'amministrazione dell'isola. Anche per lui nel '37, per ragioni opposte a quelle dei siciliani, la situazione è giunta ad un punto di rottura.
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Sulla necessità di sottoporre ad indagine critica la politica siciliana di Ferdinando II richiamò l'attenzione Ernesto Pontieri oltre quarant'anni or sono.64) Secondo lui, col suo avvento al trono, [il re] non era stato alieno dall'accòrdare una certa autonomia amministrativa alla Sicilia , men­tre ogni forma di autonomia era stata revocata dopo i fatti del 1837.65) Pon­tieri si soffermò su questo secondo periodo; tuttavia, considerando nel loro complesso gli anni dal 1816 al 1860, sottolineò l'importanza del sentimento autonomistico nella vita pubblica siciliana, sentimento che indebolì l'azione governativa, ma riconobbe che la mancata efficacia trasformatrice delle riforme di Ferdinando II in Sicilia trovava la vera causa nello stesso sistema politico borbonico e nel suo funzionamento .
Se il governo borbonico non riuscì a migliorare, come avrebbe voluto, le condizioni sociali ed economiche della Sicilia, una delle cause determi­nanti fu anche il fatto ch'esso non ebbe a sua disposizione una burocrazia fedele, onesta e zelante del pubblico bene . Nell'isola per i Borboni la burocrazia non rappresentò quel coefficiente di forza ch'essa di regola fu sempre nei sistemi assolutistici .
Alle considerazioni del Pontieri si è richiamato Paolo Alatri nel saggio sulla Luogotenenza Siracusa, ritenuta un esperimento per così dire auto­nomistico o semi-autonomistico . 67> A lui non sembra preminente l'ostilità dei siciliani alla forma accentratrice del riformismo borbonico.
Se le riforme fossero state veramente efficaci, non ci sarebbe stato malcontento sufficiente ad eliminare gli effetti benefici (per non dire addirittura che il malcontento non sarebbe neppure potuto formarsi o diffondersi e approfondirsi). In realtà, invece, il continuo flusso legislativo in funzione riformatrice dimostra, con la sua stessa monotona ripetizione ed inesauribilità, l'inefficienza di quelle riforme [...]. Perciò, il giudizio tradizionale sulla politica borbonica in generale e su quella siciliana in modo speciale, se sarà da respingere in considerazione del suo semplicismo dovrà essere purtuttavia tenuto presente per quanto si riferisce alla imputata inettitudine... . 68)
63) U re al Luogotenente, Napoli 14 febbraio 1837, A.S.N., A.B., f. 990. Ivi è la lunga giustificazione del Campofranco, Palermo 27 febbraio.
64) E. PONTIERI, Ferdinando II di Borbone e la Sicilia: momenti di politica rifor­matrice, in II riformismo borbonico nella Sicilia del Sette e dell'Ottocento, Roma, 1945.
65) Ivi, p. 233.
66) Ivi, p. 266 sgg.
67) P. ALÀTRI, art. cit., p. 47.
68) Ivi, p, 96 sgg.