Rassegna storica del Risorgimento

CUOCO VINCENZO; SCHMIDT D'AVENSTEIN
anno <1987>   pagina <332>
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Stefano Nutìni
virtù, ed infiniti i delitti, che la storia descrive. [...] Sarebbe questa colpa degli storici o piuttosto degli uomini e de' governi, che corrono sempre sulle stesse tracce del vizio di coloro, che gli an preceduti? Si dirà, che l'uomo si conosce assai meglio nella vita civile, che nella storia. Ma se è ciò vero sino ad un certo punto, è ancor verissimo, che se la vita civile ci mostra immediatamente i fatti che osserviamo, spesso non ce ne mostra tutta l'estensione, cioè i loro principi, il loro mezzo, e le lor conseguenze, come la storia.7)
È significativo che, pur nell'ossequio sincero e ripetuto a Delfico, nume tutelare della ristampa milanese, Cuoco non voglia o non possa nascondere il dissenso nei confronti di un'impostazione, appunto quella di Schmidt fatta poi propria dallo studioso teramano, che si rivelava rischiosamente incline al rifiuto delle modeste ma irrinunciabili forze dell'osservazione e della ricerca positiva .
Dello stesso taglio sono anche gli spunti che Cuoco dedica allo statuto della politica, come conoscenza del reale, necessaria indagine sulle sue arti­colazioni, in termini che ricordano molto da vicino le più compiute elabo­razioni statistiche del nostro. Come in quel caso, l'accento è posto sulla necessità di conoscere per poi poter riformare; da tale ricognizione dei rapporti naturali degli esseri , in cui consiste il compito del governo, deriva la possibilità di sviscerare il corpo politico e di paragonarlo con altri omologhi:
Pare adunque che sia quasi indifferente, se il potere esecutivo sia confidato ad uno o a più, purché sia diviso dal giudiziario e dal legislativo, e la società sia organizzata secondo i rapporti naturali degli esseri, e quindi secondo i diritti e i doveri, che ne risultano. Per la qual cosa il governo migliore sarebbe quello soltanto, che più si fondi su la cognizione di tali rapporti, e su la pratica di tali diritti e doveri; e forse era tale l'aristocratico, di cui parlava Platone, cioè il migliore di sua natura, e che perciò da' migliori può solamente conoscersi e praticarsi.8)
[...] quella [politica], che si fa nascere dalla esperienza analizzata e comparata, è la sola che può meritare il titolo di scienza, che come tutte le altre, riesce più o meno sicura, quanto è più o meno sperimentale.9)
Anche in altri spunti politici presenti nelle postille a Schmidt sono riconoscibili tratti decisamente ouochiani: è il caso dell'opposizione netta all'eccessiva durezza delle pene e all'arroganza delle misure amministrative e di polizia, dalle quali dissente il Cuoco difensore dei diritti degli imputati, che già conosciamo.10) Oppure, su un piano più generale, si consideri il
7) hi, III, pp. 206-207.
Ivi, II. p. 203.
9) Ivi, III, p. 167.
IOJ Si vedono talvolta con grandissimo rincrescimento de' buoni stabilite alcune pratiche amministrative, che inducono, direttamente o indirettamente, i cittadini a mancare; e dall'altra parte si puniscono tali mancanze con pene frequenti e fortissime. Allora la stessa frequenza ed intensità delle pene, lungi dall'essere un ostacolo a' delitti, ne rende