Rassegna storica del Risorgimento
CUOCO VINCENZO; SCHMIDT D'AVENSTEIN
anno
<
1987
>
pagina
<
335
>
Cuoco e Schmidt d'Avenstein
335
inverando contemporaneamente l'ideale machiavelliano e quello illuminato . ,9>
Per concludere, mi pare opportuno evidenziare, a chiarire ulteriormente il senso dell'operazione connessa alla ristampa milanese dei Principi , l'attenzione vivissima in Cuoco, tra il 1804 ed il 1805, verso i problemi della legislazione universale o comparata: le postille a Schmidt sono un altro sintomo di questo interesse, che parallelamente spingeva il nostro a vergare fittissime pagine di appunti per un Corso di legislazione comparata cui altri si è già riferito, accanto a studi più particolari sul Code civil e sulla sua applicabilità in Italia o sulla giurisprudenza italica, preromana, o ancora, sulla spinta dei primi volumi dei Classici di Custodi, verso gli studi politico-giuridici italiani dei secoli addietro (tradottosi in molteplici recensioni e nell'importante articolo sugli Scrittori politici italiani , sempre per il Giornale Italiano).)
STEFANO NUTINI
19) Sarà comunque opportuno precisare che, per Cuoco, il riferimento alla temperie prerivoluzionaria non riveste il carattere di una laudario temporis acri o di una censura a priori dei risultati dell'esperienza rivoluzionaria (in questo, sostanzialmente, differenziandosi dalla critica di Burke), che anzi verso questi il consenso è dichiarato semmai, è il caso di fondarli nella nazione, con l'opportuna attenzione ai mezzi di questa rigenerazione ; si tratta invece di attivare, appunto, nuove forme di potere, di direzione del popolo , che facciano tesoro dell'esperienza rivoluzionaria per evitarne ulteriori degenerazioni eversive.
2) Un ulteriore motivo di interesse di queste postille a Schmidt è l'attenzione riservata da Cuoco verso il mondo culturale tedesco, del resto già rivelata dalle parole della recensione dei Principi sul Giornale sopra citata. Accanto ad un precoce, critico incontro con le teorie kantiane, è evidente nel nostro la meditazione di spunti herderiani (certo sempre subordinati a Vico) e schellinghiani, cosi come non dovettero certo mancargli incoraggiamenti come le tempestive traduzioni del Saggio e del Platone, confortate da/ favorevole parere di Humboldt.