Rassegna storica del Risorgimento

BARATIERI ORESTE CARTE
anno <1987>   pagina <336>
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MUSEI, ARCHIVI E BIBLIOTECHE
LE CARTE DI ORESTE BARATIERI
Della questione se ne occupò ampiamente la stampa, quando in quel settembre del 1901 si venne ad apprendere che le carte del generale Oreste Baratieri erano state consegnate all'Archivio di Stato di Venezia."
Il caso volle che alla sera del 19 di quel mese il colonnello Luigi Sicher, avvocato fiscale presso il Tribunale militare di Venezia, amico intimo del defunto Baratieri nonché esecutore delle sue volontà, incontrasse Giu­seppe Giorno, funzionario di quell'istituto archivistico, e lo informasse che gli eredi del generale desideravano che i di lui documenti fossero consegnati al locale Archivio di Stato. Avrebbe soggiunto che, della scelta e divisione delle carte, la famiglia avrebbe interessato Riccardo Predelli, pure funzionario del medesimo istituto, amico personale del generale.2>
Il Giorno, nell'aderire, fece quanto stabilivano le disposizioni in ma­teria; comunque la richiesta era conforme ad esse. La consegna avvenne il giorno 21 settembre.3) Il Giorno agì in assenza del direttore Carlo Mala-gola 4> il quale, dopo il rientro in sede e solo il 22 ottobre, informò di quanto accaduto il prefetto marchese G. Cassis che, a sua volta, mise al corrente il ministero dell'Interno.
La procedura seguita e l'intempestività dell'informazione procurarono ai suddetti funzionari non leggeri fastidi disciplinari. Dagli organi superiori
*) Il nome di Oreste Baratieri è rimasto legato più alla sconfitta di Adua (1 marzo 1896) che alle vittoriose tappe della prima espansione coloniale italiana in Africa. Nacque a Condino (Trento) il 13 novembre 1841. Arruolatosi con i Mille, percorse poi una brillante carriera nell'esercito regolare fino ad ottenere nel 1891 il comando di tutte le truppe in Africa e successivamente la nomina di Governatore della Colonia eritrea con poteri civili e militari. La sconfitta di Adua segnò la fine della sua carriera. Su di lui vedi la Voce di M. GABRIELE nel voi. V del Dizionario biografico degli Italiani, Roma, 1963, pp. 782-785.
2) A. SEGARIZZI, Riccardo Predelli, in Archivio Trentino, a. XXIV (1909), fase. I, p. 91.
3) L'art. 16 del regio decreto n. 552 del 27 maggio 1875 si pronunciava: Accadendo la morte di magistrati o funzionari pubblici, o di persone che abbiano avuto pubblici incarichi, massime diplomatici o ministeriali, presso cui fossero atti di proprietà dello Stato, sarà cura del prefetto della provincia di fare quanto sia necessario, perché tali atti vengano trasferiti tosto nell'archivio, al quale spettano per ragione,di materia o di luogo. Giova ricordare che allora gli Archivi di Stato erano alle dipendenze del Ministero del­l'Interno (R.D. 5.3.1874, n. 1852), ora inquadrali nel Ministero per i beni culturali e ambientali (D.L. 14.12.1974).
4) F.S. GATTA, Ricordo di Carlo Malagola, in Notizie degli Archivi di Stato, 1953, p. 25. Direttore dell'A.S.Ve dal 1 settembre 1898: ebbe una fine immatura. A soli 55 anni egli si spense in modo tragico il 25 ottobre 1910.