Rassegna storica del Risorgimento
BARATIERI ORESTE CARTE
anno
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1987
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pagina
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337
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Le carte di Oreste Bar atleti 337
infatti non mancarono di arrivare pesanti rilievi sia perché il Giorno non aveva informato il direttore, anche se Inori sede, e sia perché quest'ultimo aveva comunicato alla Prefettura l'avvenuta consegna con notevole ritardo. Il ministero, inoltre, non potè dispensarsi dali'osservare che la condotta del primo archivista Giorno in tutte le pratiche dell'affare non era stata conforme ai doveri dell'ufficio. Egli veniva puntualizzato non si era curato di richiedere, come era prescritto dai regolamenti, la preventiva autorizzazione ad accettare la consegna delle carte e, successivamente, aveva commesso indiscrezioni con la stampa circa il contenuto delle medesime; pertanto sarebbe stato in seguito perseguito disciplinarmente.
Le indiscrezioni si riferivano alle risposte che il Giorno aveva date al cronista dell'Adriatico, apparse nella cronaca del 17 dicembre 1901, anticipando de decisioni del direttore assente che in parte non collimeranno con esse.
Ma non fu risparmiato neppure il direttore Malagola la cui condotta venne deplorata poiché, giuntagli pur tardivamente la notizia dell'importante deposito mentre trovavasi in licenza, non aveva ordinato al funzionario reggente di adempiere alle prescritte formalità ma si era riservato di provvedere direttamente solo al suo ritorno. Veniva fatto osservare ancora che del versamento non era stato redatto alcun inventario, o comunque elenco, né da parte degli eredi Baratieri, né dal Giorno, né dal Predelli incaricato dagli eredi della revisione delle carte.
Questa la cronaca dei fatti: incidenti di percorso, si direbbero! Ma una giustificazione a tutto questo si potrebbe trovare nell'ansia del momento: in quella dei familiari del defunto di salvaguardare le sue carte mettendole al sicuro, dietro consiglio dell'avv. Sicher, per toglierle alla vista dei curiosi, e in quella del Giorno il quale, operando indubbiamente in buona fede, voleva ricuperare senza indugi una documentazione di notevole importanza stante la statura e la popolarità del personaggio.
Della imprecisa procedura si rese interprete anche la stampa locale la quale deplorò la precipitosa consegna eseguita dal Sicher non trovandola plausibile. Nella inesplicabile fretta aggiungeva il cronista i documenti non furono esaminati e neppure inventariati o elencati come è elementarmente indicato in caso di consegna. Cosicché essi si possono dire definitivamente sepolti senza possibilità di esumazione, pregiudicando una eventuale nobilitazione della memoria del generale (Gazzetta di Venezia, 8 agosto 1901).
Ma sarebbe stata una rischiosa iniziativa quella di voler riabilitare la figura del Baratieri a distanza di appena un quinquennio dai tragici fatti di Adua quando in terra africana perirono quasi 7.000 combattenti e i prigionieri furono circa 2.000, il che rappresentò il più grande rovescio militare che una potenza europea avesse subito fino a quel momento in un'impresa coloniale.5)
Per quell'infausto evento il Baratieri venne deferito nel giugno di quell'anno al tribunale militare di Asmara per omissioni, negligenze, abbandono di comando in guerra. In seguito, prosciolto per inesistenza di reato
5) E. RAGIONIERI, La storia politica e sociale in Storia d'Italia. Dall'Unità ad oggi, Torino, Einaudi, voi. IV, p. 1826.