Rassegna storica del Risorgimento

BARATIERI ORESTE CARTE
anno <1987>   pagina <338>
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Ferruccio Zago
(probabile consapevolezza della situazione in Africa ma anche delle ventilate responsabilità romane), dietro sua domanda fu collocato a riposo nello stesso anno 1896. Ritiratosi nel Trentino, visse soprattutto nella sua Arco lasciando nei primi giorni di ottobre del 1900 quella residenza per trasferirsi a Venezia, ospite dapprima dell'avv. Sicher e, dal novembre, prendendo in affitto una casa sita in fondamenta di S. Lorenzo, sottoportico dei Preti. Volle domi­ciliarsi in quella città per trovare nella quiete e nelle risorse che essa offre a chi vuole molto pensare, quella tranquillità e quel sollievo allo spirito affranto che altrove non avrebbe trovato.
Durante la permanenza ad Arco, Baratieri si dedicò ai suoi studi e, in modo particolare, alla redazione delle Memorie d'Africa, sincera, spassionata e documentata esposizione delle vicende africane. 6> A tal proposito giova ricordare che in Italia vi fu un concorde silenzio stampa sulla pubblicazione; conseguentemente essa venne ignorata dal pubblico il quale non potè, quindi, ascoltare la difesa dell'accusato, anche perché le arche sante della politica e dello stato maggiore non ne ricevessero danno... : così scriveva il Baratieri alla confidente Martintizzi. Accorata ed emblematica manifestazione del suo animp/ espressa in varie corrispondenze e monito per rivedere i pesanti giudizi formulati sul suo operato. 7)
Più lusinghieri furono i commenti francesi e tedeschi alla edizione francese delle Memorie a cominciare dalla prefazione dell'accademico Jules Claretie. 8>
Ma la sua non fu una vita serena; e come poteva esserlo? Avanti a sé si presentava insistentemente lo spettro delle migliaia di morti lasciati nella piana di Abba-Garima il cui ricordo era la palla al piede che doveva trasci­narsi per tutta la vita.
La permanenza a Venezia fu breve. Baratieri era da tempo minato da un morbo che non perdona tanto che decise, per consiglio del medico, di andare a curarsi in una casa di salute presso Francoforte (giugno 1901). Prima di partire per quella città, accompagnò alla Banca Veneta il suo intimo amico aw. Sicher e lo informò che nella cassetta n. 17 aveva depo­sitato carte e valori. Risultò, più tardi, all'apertura, presenti il pretore ed altri testimoni, che nella cassetta erano racchiusi solo dei valori ma nessuna disposizione testamentaria (Gazzetta di Venezia, 8 agosto 1901).
Non appena migliorato quel poco che potesse permettere il trasporto, il generale passò a Sterzing (Vipiteno), stazione climatica alpina dove sperava di potersi rimettere. Qui lo colse la morte il 7 agosto 1901.
Il quotidiano veneziano riservò, nel numero dell'8 agosto, un'ampia corrispondenza in memoria dello scomparso dalla quale stralciamo alcuni brani. L'ultima vicenda della vita di quest'uomo scrive il cronista che ebbe le più alte soddisfazioni e conobbe la maggiore sventura, rimette in luce la figura di lui, che tentò di eclissarsi nella tranquilla vita borghese e che, declinando nell'amarezza dei ricordi, inspirava in chi lo avvicinava
6) O. BARATIERI, Memorie d'Africa (J892-1896), Torino, Bocca, 1898.
T) Da una lettera del Baratieri a Giuseppina Martinuzzi del 19 febbraio 1899, in B. RIZZI, Carteggio di Oreste Baratieri, 1887-1901, Trento, 1936, p. 241.
8) o. BARATIERI, Memolres d'Afriques, Paris, Lavanzelle.