Rassegna storica del Risorgimento
BARATIERI ORESTE CARTE
anno
<
1987
>
pagina
<
339
>
Le carte di Oreste Baratieri
339
la più sincera e commovente pietà. E nella cronaca del giorno successivo leggiamo: Rileviamo che davanti ad una tomba, anche i nemici devono perdonare quando specialmente i fatti appaiono, alla luce della critica serena, ben differenti da quelli che apparvero da principio; e che non può impressionare favorevolmente quantunque certi dolori possano essere giustificati un accanimento ingeneroso, che neanche le passioni partigiane dovrebbero suggerire ad animi superiori . Si riferiva alla feroce campagna scatenatasi dopo la sconfitta di Adua tale da incenerire il Baratieri. Una voce sincera ed amica si alzò allora: quella di Scipio Sighele che nel bellissimo articolo intitolato Un vinto , tracciava un quadro della figura umana del Baratieri che ha dice la Garbali l'andamento di un inno di riabilitazione per l'uomo e di condanna per quella parte degli italiani che volle fare del vinto un colpevole, un traditore, un vigliacco.9'
La salma del generale, accompagnata da congiunti ed amici venne trasferita ad Arco nella sera del 10 agosto proveniente da Sterzing (Vipiteno). H feretro fu trasportato nella chiesa di S. Anna dove il giorno successivo si svolsero i funerali, in forma modesta come da suo desiderio. La salma fu tumulata nel cimitero di Arco. L'epigrafe per la tomba fu dettata dal vescovo di Cremona Bonomelli, suo carissimo amico; la riportiamo dall'opera della Rizzi.10)
Qui ebbe sepoltura / Oreste Baratieri / generale nella milizia italiana / notissimo al mondo / per le felici imprese guerresche / compiute nelle campagne d'Africa / e pel subito rivolgimento di fortuna / che legò infelicemente il suo nome / al nome per l'Italia luttuosissimo / di Abba Garima / Fu d'alto intelletto e di cuor buono / e il mesto tramonto della vita / confortò con la fede e con la preghiera / ultimo rifugio dell'anima / cui esperienza apprese / l'infinita vanità delle umane cose / Nacque a Condino ni novembre 1841 / morì a Sterzing il 7 agosto 1901 .
* * *
Appena avuta notizia del decesso del generale, l'aw. Sicher, sapendo che in una cassapanca si trovavano rinchiusi tutti i suoi voluminosi documenti, si fece premura di recarsi nella sua abitazione, custodita da una persona di servizio, per farvi apporre i suggelli dalla competente autorità giudiziaria. Infruttuose risultarono in seguito le indagini per reperire le disposizioni testamentarie. Il Sicher riferì al direttore Malagola che un
9) M. GARBARI, // pensiero politico di Scipio Sighele, in Rassegna storica del Risorgimento, a. LXI (1974), fase. Ili, p. 415. L'articolo Un vinto apparve nella rassegna La vita internazionale n. 16 del 20 agosto 1901, pp. 502-505 e riportato dalla Rizzi nell'appendice dell'op. ci/., p. 289. Scipio Sighele, di famiglia trentina di Nago, nacque nel 1868 e morì nel 1913. Acuto scrittore di studi giuridici, sociali e politici. Fu cacciato dall'Austria per i suoi scritti irredentistici.
io) B. RIZZI, op. di., p. 311. Geremia Bonomelli, vescovo di Cremona, nacque a Nigoline d'Iseo nel 1831 e morì nel 1914. Fu amico e consigliere di uomini politici. Conobbe il Baratieri quando questi, con il grado di colonnello, comandava a Cremona il IV reggimento bersaglieri.