Rassegna storica del Risorgimento

BARATIERI ORESTE CARTE
anno <1987>   pagina <340>
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Ferruccio Zago
mese dopo l'avvenuta morte di Baratieri si recarono a Venezia la sorella Luisa Conzati con ii marito e la di lei figlia Maria stabilendosi nella casa del defunto. Intervennero pure l'avv. Bellini, procuratore della vedova Lida Ceracchini Baratieri, il notaio Angelini, procuratore della sorella Prassede
suora di carità presso l'istituto Turazza di Treviso le quali tutte furono immesse dall'autorità giudiziaria nel possesso dell'eredità. In quel­l'occasione gli eredi stabilirono di affidare l'esame e la custodia dei do­cumenti all'ente archivistico veneziano, tanto più che vi si trovava im­piegato un amico del defunto generale che si era assunto l'incarico della loro revisione: il ricordato Riccardo Predelli. La consegna fu però subor­dinata alla condizione che il carteggio di carattere privato fosse riconse­gnato agli eredi. Si vedrà più avanti quali carte rimasero e quali furono restituite e ciò dopo la compilazione del rituale inventario.
Un primo sgrossamento venne operato dal Predelli che classificò le carte in tre raggruppamenti: quelli riguardanti la storia, quelli di contenuto letterario e il carteggio privato. Quest'ultimo suscettibile di restituzione come era stato espressamente richiesto dai familiari del defunto.
Il complesso documentario venne in seguito ordinato in diciassette serie costituenti ciascuna corrispondenze di argomento omogeneo, artico­late, nell'interno di ciascuna di esse, in fascicoli con progressione cronologica. Degli argomenti trattati, possiamo fornire qualche sommaria notizia rica­vandola dai circa 700 regesti del nostro inventario analitico.
La prima serie reca il titolo: Carteggio ufficiale ed ufficioso, ed altro di indole riservata, relativo ad affari pubblici (1879-1896).
È indubbiamente una serie dal contenuto interessante raccogliendo essa telegrammi e lettere .mdirizzate al Baratieri da personaggi del mondo politico, militare e di governo. I nomi ricorrenti sono quelli di Crispi, Zanardelli, Blanc, Giolitti, Pelloux, Rudinì, Antonelli, Cecchi, Franchetti, Gandolfi e Baldissera, autorità che in quel periodo guidavano i vari dicasteri e sotto­segretariati specie quelli più impegnati e interessati alle vicende colo­niali: esteri e guerra o incaricati di sovrintendere alla colonizzazione del­l'Eritrea come Leopoldo Franchetti. Non mancano i periodici rapporti che il Baratieri inoltrava a Roma riguardanti lo stato della Colonia nei suoi aspetti militari, amministrativi, religiosi, politici e della giustizia.
Giova invece subito ricordare che risultano mancanti gli atti inviati dal Crispi. Da una annotazione della direzione archivistica, inserita nelle carte, risulta che dodici telegrammi e una lettera vennero inoltrati al­l'Archivio di Stato di Palermo su ordine del Ministero dell'Interno (circolare del 3 marzo 1942, n. 8945/35/58337) per la concentrazione dei carteggi crispini. Si presume che detta documentazione sia andata successivamente a far parte delle carte Crispi conservate neirArchivio centrale dello Stato.
Non minore importanza riveste la ricca serie seconda. Essa raccoglie testimonianze relative al governo d'Africa. Sono corrispondenze riguardanti le missioni religiose, le scuole e l'agricoltura; lettere e rapporti diplomatici
non citati nelle Memorie e quindi inediti con i residenti stazionanti nelle località abissine e con personaggi politici e militari: Crispi, Toselli, Felter, Salimbeni ed altri. Interessanti sono le notizie, anche riservate, circa i comportamenti dei capi abissini, tali da condizionare talvolta, se non modificare, le iniziative della politica italiana nella Colonia, sulla quale si